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Fotovoltaico: smaltimento o riciclo dei moduli a fine vita

L’obiettivo del lavoro di tesi che è stato presentato è quello di valutare le diverse possibilità di smaltimento dei pannelli per conversione fotovoltaica alla fine della loro vita operativa. Attualmente si hanno poche esperienze di smaltimento e la quasi totalità dei pannelli viene trattato come comune rifiuto elettronico. Gli sforzi da parte della stessa filiera del fotovoltaico nel rendere questa tecnologia all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità ha prodotto un’alternativa che consiste nel riciclaggio della maggior parte dei materiali. Nel presente lavoro di tesi è stata presentata e descritta la procedura
messa a punto dalla Solar World, un’importante azienda tedesca produttrice del settore. Con l’ausilio di uno studio che ha analizzato in maniera approfondita tale processo si è dimostrato come tutti gli indicatori di sostenibilità energetica e ambientale descrivano una tecnologia di assoluto interesse. Lo stesso studio ha poi messo a confronto il riciclaggio con questo processo con il tradizionale incenerimento e conferimento in discarica. Dal confronto risulta assolutamente evidente che il riciclaggio offre l’opportunità di considerare quello che è attualmente visto come un rifiuto come una risorsa.
Infatti, attraverso il riciclaggio, soprattutto della sua parte più pregiata, ossia il wafer di silicio, è possibile migliorare fattori come l’EPBT e le emissioni di gas serra, che indicano la sostenibilità energetica ed ambientale del prodotto. Un aspetto non secondario inoltre è quello per il quale il riciclaggio riesce ad abbassare il costo per KWh prodotto da fotovoltaico, costo che caratterizza questo sistema di produzione come non ancora paragonabile a quello basato sul utilizzo di fonti fossili.

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IV Laura Raduta Università Degli Studi Di Roma Tre Facoltà di Ingegneria PREMESSA Uno dei problemi più urgenti che la nostra civiltà è chiamata a risolvere attualmente è quello dell’approvvigionamento energetico. È indubbio che la diffusa disponibilità di energia e il suo sfruttamento hanno portato enormi benefici al benessere della popolazione mondiale, anche se con le dovute distinzioni da paese a paese. Tutte le attività della nostra società, cosi come la conosciamo, si basano su uno sfruttamento necessario, non sempre efficiente, di energia. La mancanza di energia provocherebbe stravolgimenti facilmente immaginabili nelle nostre abitudini di vita e scatenerebbe conflitti per il suo approvvigionamento. È oggettivo che l’attuale modello di sfruttamento delle risorse energetiche presenti sul pianeta, principalmente non rinnovabili, è destinato a collassare a causa della mancanza delle stesse. Una soluzione è vista nell’utilizzo di energia rinnovabile, il Sole, le forze relative al campo gravitazionale di pianeti e satelliti e quella derivante dal calore residuo della formazione del pianeta. Nel primo caso abbiamo energia termica, idroelettrica, eolica, biomasse e fotovoltaica, nel secondo sostanzialmente lo sfruttamento delle maree, mentre nel terzo ricade la geotermia. L’attuale sistema di produzione di energia, nazionale ed internazionale, è basato maggiormente su fonti fossili e sull’utilizzo del nucleare. Una certa percentuale, in genere minoritaria e variabile, ma in costante aumento, è costituita da fonti rinnovabili come quelle appena citate. Il problema energetico influisce su una serie complessa di aspetti della vita di ogni singolo paese e della popolazione mondiale in genere. È un dato di fatto che gli stati maggiori consumatori di energia sono importatori di fonti energetiche, proprio da quegli stati poco sviluppati che hanno minori consumi. La distanza tra il luogo dove avviene il consumo e quello della fonte di energia utilizzata ha portato a squilibri politici, economici e sociali facilmente visibili. Il risultato sono state e purtroppo lo sono tuttora guerre violente, economiche e socio-culturali che imperversano il cosiddetto terzo mondo. L’avvicinarsi della fine delle risorse aumenta i conflitti e i disequilibri che accentuano il problema dell’insicurezza del prezzo e dell’approvvigionamento. L’Italia è un paese povero di risorse energetiche tradizionali e per questo importa la maggior parte delle fonti, partecipando attivamente agli squilibri sopra ricordati. Non solo, ma ai problemi brevemente accennati sopra si aggiunge quello ambientale, non collocabile geograficamente e per questo sentito con maggiore sensibilità dai paesi cosiddetti sviluppati. Prescindendo dal riscaldamento globale, il quale ancora riesce a trovare qualche scettico, in barba all’evidenza, l’inquinamento atmosferico provocato dall’uso massiccio di fonti fossili non può più essere ignorato. Fortunatamente

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Laura Georgiana Raduta Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.