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La geoinformazione diventa geostrategia: l'Information Warfare attraverso alcuni scenari bellici del XX secolo

L’informazione è diventata guerra e la velocità dell’informazione corrisponde al vantaggio competitivo che si può avere nei confronti dell’avversario.
Ecco dunque che l’informazione diventa vero e proprio “moltiplicatore di potenza”, come ampiamente dimostrato dai casi bellici analizzati nel presente elaborato. La scelta di questi conflitti è stata presa con lo scopo di esemplificare la scalata del cosiddetto Information Warfare nelle strategie belliche. Si parte dalla guerra del Vietnam, per poi passare al "successo del Golfo" e la guerra in Kosovo, fino agli eventi dell'11 settembre 2001.

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INTRODUZIONE Introduzione Arthur S. DeGroat e David C. Nilsen hanno elaborato un’interessante teoria: prendendo spunto dalla famosa formula fisica di Albert Eistein, E=mc , i due ricercatori dell’Advanced Warfighting Working Group dell’Esercito americano hanno proposto un nuovo paradigma, incentrato sulla relazione che esiste tra informazione e forza di combattimento. La formula che essi hanno ricavato è: Combat Power = Information ⋅ (the speed of light) cioè la potenza di combattimento è uguale all’informazione moltiplicata per la velocità della luce al quadrato. L’informazione è diventata guerra e la velocità dell’informazione corrisponde al vantaggio competitivo che si può avere nei confronti dell’avversario. D’altra parte, come ha affermato il Generale Sullivan, Capo di Stato Maggiore dell’US Army, “l’informazione è l’equivalente della vittoria sul campo di battaglia”. Ecco dunque che l’informazione diventa vero e proprio “moltiplicatore di potenza”, come ampiamente dimostrato dai casi bellici analizzati nel presente elaborato. La scelta di questi conflitti è stata presa con lo scopo di esemplificare la scalata del cosiddetto Information Warfare nelle strategie belliche. Si parte dalla guerra del Vietnam: all’inizio essa viene raccontata come una marcia trionfale e giustificata come missione della democrazia contro il totalitarismo. Gli orrori della guerra non vengono in un primo momento mostrati, gli anchorman parlano di patrioti, del “coraggio dei nostri ragazzi”, della precisione delle nuove tecnologie, mentre il nemico viene demonizzato come crudele e fanatico. Il Vietnam è considerata come la prima guerra televisiva, nel senso che la televisione è la principale fonte di informazione per la maggior parte dei cittadini: lo spettatore ha la 2 2

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Elisa Bertacin Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.