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Fonti energetiche

Le fonti fossili e il nucleare da fissione risultano molto convenienti per la produzione energetica, ma pongono problemi di approvvigionamento (riserve in esaurimento), di impatto ambientale e sanitario (produzione di CO2 e scorie radioattive).
Per affrontare il problema della produzione energetica (che consentirebbe alla nostra civiltà di continuare a crescere) si sta ricorrendo allo sfruttamento delle risorse che la natura ci offre: energia delle acque, radiazioni solare, vento, biomasse. Purtroppo il costo di produzione è attualmente molto elevato e vi è l'incapacità di immagazzinamento dell'energia prodotta, ma la ricerca sta cercando di risolvere entrambi i problemi. Dalla loro parte vi è l'inesauribilità delle risorse e la minore produzione di inquinanti.

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INTRODUZIONE INTRODUZIONE L’evoluzione umana ha portato con sé l’esigenza di disporre di energia: per scaldarsi, per cucinare, per illuminare, ma anche per la lavorazione di materie prime e per la costruzione di manufatti. Per tali esigenze si è sempre fatto uso di fonti primarie, cioè utilizzabili direttamente o per la produzione di fonti secondarie. Le fonti primarie da sempre utilizzate sono: legna, carbone, olio, forza lavoro (umano e animale), la forza del vento e dell’acqua (mulini). Se però fino al XVIII secolo le fonti energetiche erano facilmente reperibili, con l’avvento dell’economia industriale (quando si è avuta l’introduzione di macchine a vapore e successivamente di macchine elettriche) si è iniziato a porre il problema del suo approvvigionamento. Nel XIX secolo è iniziato lo sfruttamento di una nuova fonte energetica: il petrolio, il quale ha accompagnato e facilitato il progresso, ciò per la sua facile reperibilità e utilizzo. La scoperta della fissione nucleare e il suo utilizzo per fini bellici, con la costruzione della prima bomba atomica, fece intravedere la possibilità di un suo sfruttamento come nuova fonte energetica. Il forte sviluppo scientifico, tecnologico ed economico mondiale del primo dopoguerra, impose la pianificazione, la ricerca e lo sfruttamento di tutte le possibili fonti energetiche. Per tale motivo, nel 1951 il Presidente Statunitense Truman affidò a W. Paley di studiare come evitare una penuria delle materie prime. Questi, nel suo rapporto del 1952, inserì uno studio (tra gli altri) concernente la possibilità di uno sfruttamento più ampio dell’energia solare, sottolineando l’importanza di condurre una politica aggressiva di sviluppo in questo settore; mentre lo sviluppo dell’energia nucleare avrebbe contribuito ad accrescere i rischi di proliferazione nucleare, con pericoli di guerre atomiche. IV

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Maria Domenica Sambataro Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1039 click dal 27/09/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.