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Nuove forme di definizione dell'accertamento tributario

Abbiamo assistito, negli anni, ad un periodo che ha visto il Fisco italiano in costante e diretta contrapposizione con il contribuente. La farraginosità delle norme fiscali, introdotte nel sistema in modo confuso e asistematico, il contenuto e la portata delle stesse, unite ad una elevata pressione fiscale, hanno prodotto una evasione di portata eccezionale nonché una elusione che ha messo a dura prova la capacità del legislatore di contrastarla, conducendo, tra l’altro, ad una stretta fiscale nei confronti dei ceti medi sempre più sproporzionata e irrealistica per un paese civile.
Questa situazione ha portato ad un aumento esponenziale delle controversie tra Fisco e contribuente che ha congestionato, fino quasi a soffocare il sistema del contenzioso tributario, rendendo necessaria una radicale riforma che investisse non solo il processo tributario ma tutto il sistema di rapporti tra Amministrazione Finanziaria e contribuente. In risposta alle suddette esigenze, negli ultimi anni si è venuto a consolidare un nuovo indirizzo normativo volto alla riorganizzazione sia del contenzioso tributario, sia delle strutture organizzative e di funzionamento dell’Amministrazione Finanziaria secondo canoni di trasparenza e di semplificazione delle norme e degli adempimenti a carico dei contribuenti.
Autotutela, Interpello, Accertamento con adesione, Conciliazione giudiziale, Ravvedimento Operoso ed Acquiescenza hanno avuto espresso riconoscimento e sono stati introdotti, con la precipua finalità di contribuire alla prevenzione ed allo snellimento del contenzioso tributario. I suddetti istituti, spesso denominati “deflativi del contenzioso”, hanno avuto il merito di aver reso il contribuente soggetto attivo del processo decisionale dell’Amministrazione finanziaria, hanno permesso il rafforzamento del contraddittorio fra autorità impositrice e soggetto passivo del tributo, sia nella fase precontenziosa che successivamente in quella contenziosa.
In particolare, l’istituto dell’accertamento con adesione ha la precipua finalità di garantire una efficiente ed efficace azione di accertamento e riscossione dell’imposta. Fra le varie tipologie di concordato, “l’accertamento con adesione”, introdotto definitivamente nel nostro ordinamento con il D.Lgs. 218/1997, è stato ed è certamente uno degli strumenti più utilizzati per la definizione delle controversie nel rapporto contribuente-Fisco. In tale istituto un ruolo centrale è svolto dal contraddittorio, (oggi obbligatorio prima dell’emissione di accertamenti presuntivi fondati sugli studi di settore ovvero opportuno nell’ambito di accertamenti condotti attraverso le indagini finanziarie), finalizzato ad assicurare la c.d. tax compliance in attuazione del principio di collaborazione e buona fede disciplinato dall’art. 10 dello Statuto dei diritti del contribuente.
In tale prospettiva, occorre precisare che, più di recente, l’adozione di nuove forme di definizione della pretesa fiscale (adesione al processo verbale di constatazione, adesione all’invito al contraddittorio e la c.d. nuova acquiescenza) - nel privilegiare la speditezza della chiusura della controversia offrendo a chi rinuncia di discutere con gli Uffici un sostanzioso sconto sulle sanzioni (riduzione ad 1/8) e un’agevolazione sul pagamento rateale (il contribuente non è più onerato dalla prestazione della garanzia) - favoriscono il contribuente che definisce celermente l’intero quantum richiesto dall’Ufficio a scapito del dialogo o del controllo giurisdizionale di legittimità dell’atto impositivo.
D’altra parte, l’abbattimento delle sanzioni e gli altri benefici rendono gli istituti particolarmente vantaggiosi anche nei casi in cui il contenzioso (molto spesso lungo e dispendioso) possa presumibilmente portare ad una parziale riduzione della pretesa erariale. Un esame costi-benefici, infatti, tende a far prediligere lo strumento concordatario rispetto ad un’ipotetica, e comunque aleatoria, maggiore riduzione dell’imposta da pagare al termine del processo tributario, cui si contrappone il pagamento delle sanzioni per intero.

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CAPITOLO PRIMO NUOVI STRUMENTI DI DEFINIZIONE DELLA PRETESA FISCALE SOMMARIO: 1.1 Adesione al Processo verbale di constatazione (P.v.c.) – 1.1.1 Disciplina del nuovo istituto – 1.1.2 Processi verbali oggetto di adesione – 1.1.3 Soggetti interessati – 1.1.4 Modalità di adesione e adempimenti consequenziali – 1.1.5 Effetti della definizione – 1.2 Adesione all’invito al contraddittorio – 1.2.1 Nuova definizione degli inviti al contraddittorio – 1.2.2 Modalità di adesione e soggetti interessati – 1.2.3 Ambito di applicazione e perfezionamento – 1.2.4 Cause di esclusione – 1.2.5 Effetti della definizione – 1.3 Acquiescenza all’accertamento dell’Ufficio – 1.3.1 Quadro normativo e recenti modifiche legislative – 1.3.2 Condizioni e perfezionamento – 1.3.3 Effetti dell’acquiescenza – 1.3.4 Definizione in via breve – 1.3.5 Considerazioni conclusive 1.1 - Adesione al Processo verbale di constatazione (P.v.c.) Nell’ambito dei provvedimenti emanati attraverso la Manovra 2008 (D.L. 25 giugno 2008, n. 112), viene previsto il nuovo istituto dell’adesione ai verbali di constatazione. Il nuovo istituto dell’adesione viene a collocarsi, con il nuovo art. 5-bis, all’interno delle disposizioni in materia di accertamento con adesione, contenute nel D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218. 1.1.1 - Disciplina del nuovo istituto L’art 83, comma 18, del D.L. n. 112/2008, convertito in L. 6 agosto 2008, n. 133, ha inserito nel D.Lgs. n. 218/1997 l’art. 5-bis, titolato “Adesione ai verbali di constatazione”. La nuova disposizione, come precisa l’incipit dello stesso comma 18, ancorchØ rubricata come “adesione” al verbale di constatazione presenta caratteristiche ad un primo esame un pò ambigue, che lo pongono a metà strada tra l’adesione e l’acquiescenza (con quest’ultima ha in comune l’accettazione necessariamente integrale 9

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gaetano Ambrosio Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

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