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L'analisi della morte: la tanatologia

La tanatologia non è una disciplina con un proprio statuto, è piuttosto la costruzione di una riflessione razionale sul caos sociale ed emotivo che ha luogo intorno alla morte di un individuo.
Non è certo la prima disciplina che cerca di far luce su un aspetto del morire, varie materie si sono affiancate a questo tema fondamentale, ognuna guardandolo dal proprio punto di vista: la psicoanalisi e la psicologia, ad esempio, studiano il lutto; la medicina studia le strategie per una morte pacifica; la storia le concezioni della morte avutesi nei secoli e tante altre. Pertanto la tanatologia va intesa come un vasto spazio di dialogo tra differenti discipline, unite dal comune denominatore del voler dare spiegazione al fenomeno morte; ciò significa affermare che la tanatologia è interdisciplinare, poiché lo sguardo storico, scientifico, medico e psicologico trovano al suo interno il modo di arricchirsi e spiegarsi.
Questo elaborato è una disamina di tale disciplina, la tanatologia appunto, come parte integrante del vasto mondo della medicina legale, dal cui punto di vista si è analizzata la morte, le cause cliniche e le relative modificazioni che comporta al corpo. Gli scopi principali di tale disciplina sono appunto quelli di accertare la morte reale del soggetto (si parla a tal proposito di Tanatocronologia, concetto che verrà ampiamente approfondito nel corso del trattato) e stabilire il momento in cui essa è avvenuta e l’eventuale rapidità del decesso. La sua importanza è da attribuirsi alle sue finalità penali, connesse al possibile intervento di terzi, all’epoca e alla dinamica del decesso; a quelle civilistiche, connesse all’estinzione della persona fisica, come ad esempio al fine delle successioni ereditarie in cui è di fondamentale importanza conoscere l’esatto momento dell’obitus di un soggetto rispetto ad un altro; ed infine a quelle mediche (trapianto d’organi) e deontologiche (eutanasia).
Il trattato si dividerà in tre capitoli, il primo dei quali spiegherà succintamente l’ambito in cui opera la Tanatologia, cioè la Medicina legale, la definizione e la partizione di questa particolare materia; a seguire il discorso inizierà ad incentrarsi sullo specifico ruolo che la Tanatologia svolge, le sue origini e le sue funzioni. Il secondo capitolo analizza da vicino il fenomeno della morte, analizzandone le fasi, lo sviluppo, quelle che sono le cause che portano al decesso e le modalità dello stesso; con un occhio prettamente medico si spiegheranno le modificazioni a cui va incontro il cadavere dopo il decesso e le eventuali lesioni dal corpo subite.
Infine nel terzo ed ultimo capitolo si esaminerà, seppur in maniera meno ampia di quanto l’argomento richiede, quello che è parte dell’operato del medico legale, nel campo tanatologico, sottolineando in primis la legislazione che regola tale campo, spiegando a seguire l’importanza, e le modalità, di come avviene un’autopsia, un sopralluogo giudiziale e l’identificazione di un corpo.

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1.1 CONCETTO GENERALE DI MEDICINA LEGALE La Medicina Legale, nata per rispondere ad esigenze di giustizia, riguarda l’applicazione delle conoscenze mediche, dalla metodologia, alla semeiotica o diagnostica, al diritto, studiando l’uomo nei suoi attributi fisici e psichici in relazione con le leggi. Essa, nel suo ordinamento e nella sua costituzione odierna, è la risultante di una lunga evoluzione scientifica, attraverso la quale nozioni frammentarie si sono fuse, dando così vita ad una vera e propria disciplina ormai autonoma rispetto alle altre, che racchiude, e fa convergere 1 in sé, il pensiero di medici e giuristi su date questioni che interessano entrambi. Gli strumenti, che prima rappresentavano la base degli accertamenti, si sono ampliati e arricchiti giungendo così a tale odierno studio, che offre tutti i mezzi e gli ausili atti a poter rispondere con precisione alle eventuali domande di magistrati o avvocati per eventuali chiarimenti nel corso di un processo, apportare dati di fatto importanti e fondamentali della ricostruzione di un delitto, di un incidente, o di qualsiasi cosa da cui ne scaturisce la morte. Da un punto di vista teorico, la Medicina Legale procura delle cognizioni utili per istituire un sistema scientifico di legislazione, contribuendo in tal modo alla formazione di nuove leggi e contemporaneamente interpretare le precedenti, in modo che le norme si adeguino sempre ai progressi scientifici e soprattutto ai bisogni dell’uomo. Mentre da un punto di vista pratico, attraverso l’utilizzo delle proprie nozioni e competenze mediche, tale disciplina risolve casi giudiziari fornendo pareri tecnici tramite la perizia e la consulenza 2 tecnica in materia sia penale che civile, il tutto indicato con il titolo di Medicina forense. La 3 Medicina Legale ha le dimensioni di una disciplina antropologica, poiché investe ogni rapporto esistente tra l’uomo e gli effetti giuridici che da tale rapporto scaturiscono, considerando il cittadino sia come entità fisica e psichica individuale, sia come membro di una collettività organizzata. La partizione di tale disciplina, necessaria dati i vasti e differenti ambiti di campi che abbraccia, è necessaria per comprendere al meglio la sua natura eterogenea; generalmente si compie l’errore di circoscrivere il suo ambito di operatività solo ai rilievi autoptici o alla necroscopia, ma non è così poiché i suoi ambiti sono oggi numerosi e distinti secondo le necessità didattiche e i criteri applicativi della disciplina stessa, grazie soprattutto al recente 1 OTTOLENGHI S., Medicina Legale, Ed. P.N.F., Roma, 1930, p. 42. 2 PUCCINI C., Istituzioni di medicina legale, Ed. Ambrosiana, Milano, 2003, p. 7. 3 Ibidem. 7

Tesi di Master

Autore: Roberta Castriota Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.