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Dalla Russia degli Zar all’URSS di Stalin: la condizione degli ebrei fino alla nascita dello Stato di Israele

Questa tesi affronta un tema molto importante della storia della politica internazionale, che pur tuttavia, specialmente in Italia è stato poco dibattuto, cioè la posizione dell’Unione Sovietica nei confronti della nascita di Israele.
Lo studio di questa spinosa questione, ha reso necessario suddividere l’analisi e la trattazione in due livelli separati, uno relativo allo studio della storia degli Ebrei sovietici ed alle scelte di politica interna operate dai leader sovietici, un altro relativo alla politica estera e di potenza dell’URSS.
Sebbene questi due ambiti della politica sovietica possano sembrare nettamente distinti, ed infatti in parte lo sono, lo studio di entrambi è necessario per poter analizzare a fondo la questione.
L’obbiettivo della presente tesi è, dunque, proprio quello di analizzare l’atteggiamento sovietico nei confronti dello stato di Israele non solo dal punto di vista della politica estera, ma prendendo in considerazione anche quello che è stato l’atteggiamento sovietico nei confronti della questione ebraica in generale. Inoltre, dato che quest’ultima è stata, in parte, condizionata dalle vicende storiche che hanno caratterizzato la comunità ebraica russa nel corso dei secoli fino al regime staliniano, il presente lavoro contiene anche un breve excursus sulla storia degli Ebrei e sulle loro condizioni di vita durante l’impero zarista fino alla fine del regime staliniano.
Il periodo considerato, per quanto riguarda la storia degli Ebrei prima nella Russia imperiale, poi nell’Unione Sovietica, è un periodo molto ampio che parte dalla fine del XV secolo fino all’inizio degli anni cinquanta. Tuttavia, la trattazione si concentra sulla fase finale dell’epoca staliniana, cioè sugli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, anni molto difficili per l’URSS che si trovò ad affrontare il difficile compito della ricostruzione interna, ma che al contempo segnarono l’inizio di una nuova e più intensa campagna di terrore che aveva lo scopo di rafforzare il potere personale di Stalin nella guida del paese.
Anche l’analisi della politica mediorientale sovietica si colloca nel periodo postbellico, un periodo molto importante della storia del ‘900 e non solo che segnò il tramonto delle potenze europee e l’emergere di due superpotenze dalle dimensioni quasi continentali, l’URSS e gli USA, due stati attorno ai quali, a partire da questo momento, si crearono due sistemi economici e sociali profondamente diversi che per molti anni causarono la divisione del mondo in due parti distinte e in perenne contrasto tra loro.
L’intero studio si basa su un esame delle monografie sul tema, su riviste e periodici specializzati, quotidiani e siti internet.

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CAPITOLO i ANTISEMITISMO ED INTEGRAZIONE: GLI EBREI NELLA RUSSIA ZARISTA E NELL’UNIONE SOVIETICA FINO ALL’INVASIONE NAZISTA PARAGRAFO I: gli ebrei in russia: le origini Sebbene l‟antisemitismo non sia nato in Russia e ben poche delle sue formule e dei suoi luoghi comuni siano stati ivi coniati, durante un lungo periodo storico l‟espressione “antisemitismo” andò strettamente associata con la parola “Russia” nel pensiero e nell‟opinione pubblica europea. A partire dalla metà del XIX secolo si cominciò, nell‟Europa occidentale, a censurare pubblicamente l‟antisemitismo russo, e nell‟ultima parte dello stesso secolo ed agli inizi del „900 sorse un movimento di protesta che abbracciò vasti circoli dell‟Europa e degli Stati Uniti. Alla luce di ciò e degli ulteriori sviluppi che ebbe l‟antisemitismo nell‟Unione Sovietica è necessario un esame approfondito degli sviluppi storici della condizione degli Ebrei in Russia e dell‟importanza che il movimento antisemita rivestì nella vita del paese. I primi contatti sociali e culturali del popolo russo con gli Ebrei risalgono all‟epoca della Russia di Kiev, cioè ai secoli X-XII. Della stessa epoca si conserva il ricordo di una polemica religiosa contro gli Ebrei, che può anche esser stata provocata dalla propaganda religiosa svolta dagli Ebrei stessi. Si narra inoltre di una sommossa popolare a Kiev, all‟inizio del XII secolo, nel corso della quale vennero danneggiate abitazioni di Ebrei: forse questi erano familiari o funzionari del principe, e questa era probabilmente la ragione dell‟ira della folla che si era rivolta contro di loro. A partire da questo periodo, scarse sono le notizie sugli Ebrei che risiedevano nelle città della Russia occidentale ed in Lituania; essi tuttavia, a quanto sembra, occupavano posizioni non disprezzabili nella vita economica e culturale di queste regioni. Ma l‟elemento che portò a far risaltare l‟importanza degli Ebrei fu il fermento religioso che, alla fine del XV secolo, si estese da Kiev e dalla Lituania a Novgorod ed a Mosca e lasciò la sua impronta sull‟arciducato moscovita. Di questo movimento che, nella storiografia russa, passa sotto il nome di “movimento di ebraizzanti”, facevano parte molti religiosi e persone dei circoli vicini all‟arciduca. Il movimento era diretto contro la vita monastica e contro l‟adorazione delle icone e della croce, ed almeno parte dei suoi aderenti si opponeva anche ai principi fondamentali del cristianesimo. Tra gli “ebraizzanti” vi era chi usava nelle sue devozioni alcune 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Angeli Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

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