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La leadership carismatica. Il caso di Vincenzo Muccioli nella rappresentazione stampa

19 settembre 1995: muore Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano
I mass media danno grandissimo risalto all’evento; i giornali, in particolare, dedicano tutti le prime pagine e ampi servizi alla morte di Muccioli
Già nel periodo precedente la morte di Muccioli la stampa si era occupata abbondantemente delle vicende legate alla malattia del fondatore di San Patrignano
La domanda alla quale vogliamo rispondere è: perché è stata data tanta importanza al fondatore di una comunità per tossicodipendenti come ne esistono molte altre in Italia? Perché rappresentare un personaggio secondario della scena politica e sociale italiana come un eroe?
La risposta: Muccioli è stato rappresentato come un leader carismatico. La sua descrizione come portatore di carisma ha messo in luce la domanda da parte della società italiana, amplificata dai giornali, di una guida forte capace di colmare il deficit di carisma in cui versava l’Italia in quegli anni.
Questo deficit era dovuto all’azzeramento dei vertici politici ed imprenditoriali italiani conseguenza delle inchieste dei giudici milanesi di Mani Pulite, dal 1992 in poi. L’Italia si trovava a dover fronteggiare la più grave crisi politica della sua storia democratica.

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7 Introduzione Il 19 settembre 1995 Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità di recupero per tossicodipendenti di San Patrignano, muore in una clinica di Milano, per le complicanze di un edema polmonare. Dal giorno del ricovero fino a quello della sua morte ed ancora di più in occasione dei funerali di Muccioli, la stampa ha dato ampio risalto a quegli eventi, in modo così netto da risultare a tratti anomalo; in fondo, pur con i suoi guai giudiziari che l’avevano portato agli onori della cronaca, pur essendo il fondatore della comunità per tossicodipendenti più grande d’Europa, Muccioli non era un personaggio così influente da giustificare le prime pagine di tutti i maggiori quotidiani, farcite di approfondimenti degni di un capo di Stato. Cos’è che ha alimentato tutto quell’interesse? Come mai anche la stampa normalmente più misurata non ha risparmiato accenti tutt’altro che pacati sulla vicenda? Perché (come vedremo) per definire Muccioli sono stati usati vocaboli che rimandano alla mente personalità ben più influenti e dotate di capacità fuori dall’ordinario? La nostra ipotesi chiama in causa la riflessione sulla leadership ed in particolar modo il pensiero sul carisma contenuto nell’opera di Max Weber, il primo a dare forma compiuta ad una teoria della leadership carismatica i cui elementi, fino a quel momento, risultavano per lo più un’insieme di intuizioni non interrelate fra loro. Prendendo dunque le mosse dalla riflessione weberiana sul leader carismatico, ne analizzeremo gli spunti più interessanti e le caratteristiche più indicative; il capo carismatico di Max Weber è una persona fuori dal comune, ma solo dal momento in cui in lui si risveglia la potenza straordinaria che gli deriva dal carisma, cosa che può accadere

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Daniele Lombardi Contatta »

Composta da 221 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.