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L'influenza psicologica dell'etnia nel mezzofondo

Ricerca su 54 atleti d'elite della nazionale italiana di atletica leggera al fine di rilevare gli aspetti psicologici in gare con e senza atleti africani

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3 CAP 1.1 Introduzione Lo scenario del mezzofondo e fondo mondiale è radicalmente cambiato nel corso degli ultimi due decenni, l’avvento in campo internazionale degli atleti africani, capaci di vincere 28 medaglie su 36 disponibili nelle gare di resistenza ai giochi olimpici di Pechino 2008, ha fatto sì che gli atleti bianchi, italiani compresi, al via delle più importanti competizioni, fossero relegati in posizioni impensabili fino ad alcuni anni prima. Nel linguaggio sportivo si fanno uso di affermazioni del tipo: “Ha vinto, ma è nero!” gli appassionati scrutano inoltre le classifiche per andare ad individuare “il primo bianco” giunto al traguardo. Sono ormai decine le ricerche internazionali che cercano di dimostrare, talvolta anche forzatamente, la superiorità degli atleti di colore con studi medici e demografici, nella maggioranza dei casi però si trascura che il dominio africano non coincide con una superiorità assoluta sugli atleti bianchi ma su un drammatico calo di rendimento di questi ultimi sul piano cronometrico. Analizzando graduatorie e record delle nazioni del nord Europa, dominatrici fino alla metà del 1900, e della stessa Italia, sempre al vertice fino agli anni ’90, si nota che gli attuali tempi che permettono di vincere medaglie olimpiche e mondiali sono spesso uguali, se non superiori ai primi tempi delle graduatorie degli anni di gloria di queste nazioni. Il dato ci indica quindi che i principali responsabili del dominio di nazioni come Kenia ed Etiopia sono proprio le federazioni europee, che nonostante tecnici di alto livello e tecnologie all’avanguardia, sono incapaci di creare talenti all’altezza della situazione. Lo scopo di questa ricerca è di andare ad analizzare la storia del mezzofondo mondiale dalla nascita delle olimpiadi moderne fino ad oggi ed individuare eventuali fattori psicologici che hanno e che influiscono sul calo di prestazione degli atleti europei con particolare riferimento alla nazionale italiana. Tabella N. 1, Graduatorie mondiali ed italiane 5000m: Graduatoria mondiale 2009 5000m M Kenenisa Bekele (Zurigo) 12’52”.32 Graduatoria italiana all time 5000m M Salvatore Antibo (Bologna ‘90 ) 13’05”.59 Graduatoria italiana 2009 5000m M Daniele Meucci (Milano ) 13’26”.09 Vincitore campionati mondiali 2009 5000m M Kenenisa Bekele (Berlino) 13’17”.09 Graduatoria mondiale 2009 5000m D Tirunesh Dibaba (Londra ) 14’33”.65 Graduatoria italiana all time 5000m D Roberta Brunet (Colonia '96 ) 14’44”.50 Graduatoria italiana 2009 5000m D Silvia Weissteiner (Berlino) 15’09“.74 Vincitore campionati mondiali 2009 5000m D Vivian Cheruiyot (Berlino ) 14’57”97

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Matteo Moscati Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 871 click dal 01/10/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

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