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Josè Mourinho. Dalla tecnica calcistica alla tecnica di comunicazione

Di Mourinho si è detto e scritto di tutto: che è arrogante, spavaldo, sbruffone, insensibile, presuntuoso e sopravvalutato da una parte, che è schietto, coraggioso, innovativo e vincente dall'altra. Dove sta la verità? Obiettivo di questa tesi è quello di presentare un ritratto il più possibile fedele del personaggio, mostrandone luci e ombre, pregi e difetti, sperando di riuscire a guidare il lettore a formulare un proprio personale giudizio su quello che è - e qui di dubbi non ce ne sono - l'allenatore più discusso e chiacchierato della storia calcistica recente. L'analisi, limitata all'intervallo temporale che va dalla prima conferenza stampa del Chelsea (giugno 2004) al primo scudetto vinto alla guida dell'Inter (giugno 2008), è strutturata in due capitoli: nel primo vengonoillustrati i motivi caratteriali e metodologici che hanno portato l'intero panorama calcistico a considerare lo Special One come tale; nel secondo se ne analizza l'appeal mediatico attraverso le più clamorose e interessanti dichiarazioni (e polemiche) che lo riguardano. Nell'appendice finale, infine, è riportata l'intervista concessa da Josè Mourinho in persona.

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3 INTRODUZIONE Perché una tesi su José Mourinho? La risposta mi viene suggerita da una dichiarazione del diretto interessato: “Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me”1. Un biglietto da visita senza dubbio interessante, che sarebbe già di per sé sufficiente a giustificare il soggetto della presente relazione. Su quale altro allenatore avrei mai potuto concentrarmi, infatti, se non sul migliore? Ma andiamo oltre. Trovo che quello dell‟allenatore sia un mestiere affascinante, al pari del regista o del direttore d‟orchestra che, dietro le quinte, plasma con le sue idee l‟opera d‟arte – un film, una sinfonia o, perché no, anche una squadra di calcio – dandole il proprio personale taglio. E se da una parte è facile ricordarsi dei dribbling di Ronaldo, delle magie di Zidane e delle punizioni di Beckham (incredibili attori/interpreti dell‟opera d‟arte), è impossibile non pensare a chi quell‟opera l‟ha creata e diretta. Ecco quindi che si parla del Milan di Sacchi, dell‟Italia di Bearzot, dell‟Inter di Herrera, del Chievo di Del Neri (che, se fosse un film, verrebbe considerato un capolavoro del cinema indipendente), del Foggia di Zeman (chi si ricorda infatti almeno cinque giocatori di quella formazione che all‟inizio degli anni Novanta meravigliò tutta l‟Italia pallonara? Eppure tutti si ricordano chi vi fosse al timone). Nel terzo millennio, Mourinho è quello che più merita di entrare nel novero dei grandi tecnici: in un‟Europa calcistica sempre più alla disperata caccia di talenti in campo, il portoghese si rivela un 1 http://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Inter/Primo_Piano/2008/09/20/mou.shtml

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Diego Scappini Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.