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Inclusione scolastica nella scuola materna e qualità della vita

Le persone disabili rivendicano, legittimamente, le stesse opportunità di accesso delle persone normodotate alle risorse sociali come il lavoro, l’educazione scolastica e professionale, la formazione alle nuove tecnologie, i servizi sociali e sanitari, l’attività fisica e i prodotti e beni di consumo (Dichiarazione di Madrid, 2003). Per raggiungere questi obiettivi, tutte le comunità devono preoccuparsi ed assicurarsi che le persone disabili possano godere di tutti i tipi di diritti umani: civili, sociali, politici, economici, culturali riconosciuti dalle varie convenzioni internazionali, dal Trattato dell’Unione Europea e dalla varie Costituzioni nazionali. Garantire tutto ciò incide significativamente sulla qualità della vita di una comunità, che passa attraverso la realizzazione delle singole qualità di vita dei propri soggetti.

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INTRODUZIONE – Definizioni terminologiche: concetti di disabilità, integrazione ed inclusione. Nel 1980 venne proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la prima edizione dell’“International Classification of Impairments, Disabilities and Handicaps” (ICIDH) nel quale vennero ufficializzati i concetti di disabilità e handicap. Secondo questo trattato, la disabilità indica “qualsiasi restrizione o carenza (conseguente ad una menomazione) della capacità di svolgere un’attività nel modo o nei limiti ritenuti normali per un essere umano” e “si riferisce a capacità funzionali estrinsecate attraverso atti e comportamenti che per generale consenso costituiscono aspetti essenziali della vita di ogni giorno”. L’handicap invece rappresenta “una condizione di svantaggio vissuta da una determinata persona in conseguenza di una disabilità che limita o impedisce la possibilità di ricoprire il ruolo normalmente proprio a quella persona in relazione all’età, al sesso e ai fattori socioculturali”. Da queste definizioni si può capire come una persona non possa essere considerata globalmente disabile in quanto al variare dei contesti e delle richieste può manifestare, di volta in volta, abilità o disabilità; allo stesso modo non può nemmeno essere considerata handicappata solo perché, in alcuni contesti specifici, a causa di specifiche disabilità sperimenterebbe vissuti di svantaggio. Ciò significa che al variare delle situazioni, delle richieste e delle aspettative, varia la condizione sperimentata dalla persona: a seconda dei compiti possono essere messe in evidenza o meno le disabilità di una persona così come, al variare dei compiti e delle aspettative di efficienza, le stesse situazioni possono determinare o meno vissuti di svantaggio (handicap). Nel 1999, dopo diciannove anni dalla pubblicazione dell’ICIDH, l’OMS ne pubblica la revisione, e l’“International Classification of Functioning, 1

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Pasin Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.