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Infezione da Human Papillomavirus (HPV) in soggetti positivi per HIV-1

Informazioni tesi

  Autore: Isabella Cassinari
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Elisabetta Tanzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

Human Papillomavirus (HPV) appartiene alla famiglia delle Papillomaviridae.
Il virione è una piccola particella priva di envelope, di 52-55 nm di diametro, a simmetria icosaedrica che si replica nel nucleo delle cellule epiteliali squamose.
Il capside proteico, formato da 72 capsomeri, racchiude il genoma costituito da una singola molecola di DNA a doppia elica circolare chiusa di circa 7,9 Kb, contenente una regione precoce (Early, E, contenente ORFs codificanti per proteine coinvolte nella trans-attivazione della trascrizione, nella trasformazione e nella replicazione virale), una tardiva (Late, L, costituita da geni che codificano per le proteine strutturali L1 e L2) ed una regione di controllo (LCR, non codificante, che interviene nella regolazione della replicazione e trascrizione virale).
Mediante confronto della sequenza nucleotidica di specifiche regioni genomiche (E6, E7, L1) sono stati fino ad ora descritti più di 100 sottotipi di HPV. In alcuni genotipi (HPV-16, HPV-18) le proteine E6 ed E7 interferiscono con l’attività di prodotti genici oncosoppressori cellulari.
Gli HPV, infettano le cellule basali dell’epitelio, replicano nel corso del processo di citomorfosi cornea, determinando differenti patologie: manifestazioni subcliniche e cliniche cutanee (verruche), ano-genitali e respiratorie (condilomi, displasie, tumori).
Sulla base del tropismo cellulare gli HPV sono suddivisi in 2 gruppi: HPV cutanei ed HPV mucosali. Gli HPV mucosali associati ad infezioni ano-genitali sono poi distinti in HPV a basso rischio (LR-HPV: tipi 6, 11, 34, 40, 42, 43, 44, 53, 54, 55, 61, 70, 72,81) e ad alto rischio (HR-HPV: tipi 16, 18, 26, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 66, 68, 73, 82) in base alla capacità di provocare lesioni intraepiteliali squamose di basso (L-SIL) o alto (H-SIL) grado, ed una trasformazione maligna delle stesse.
HPV è l’agente eziologico responsabile dell’infezione sessualmente trasmessa a maggiore prevalenza in tutto il mondo: con valori compresi tra 20% e 46% nelle giovani donne sessualmente attive. Il rischio di infezione è associato a fattori quali la giovane età, la razza, il numero di partners sessuali, il grado di immunosoppressione. E’ noto infatti che i soggetti con virus dell’immunodeficienza umana (HIV-1) sono particolarmente suscettibili a tale infezione.
L’infezione da HPV è per lo più transitoria e regredisce in oltre il 90% dei casi nel corso di due anni. Nei soggetti con infezione persistente è maggiore il rischio di progressione verso forme tumorali. Tale evenienza risulta particolarmente frequente nei soggetti sieropositivi per HIV-1.
Si stima che ogni anno vengano diagnosticati circa 500.000 nuovi casi di cancro cervicale in tutto il mondo.
Per quanto riguarda il cancro anale non sono disponibili dati di incidenza mondiale. Tassi relativi agli USA riportano 34000 nuovi casi annui, con incidenze elevate nei giovani maschi omosessuali (35/105 vs 0,8/105 della popolazione generale).
Dal momento che la persistenza di infezioni sostenute da tipi di HPV ad alto rischio comporta un aumento della probabilità di sviluppare carcinomi, lo scopo del presente lavoro di tesi è stato quello di valutare l’associazione tra infezione sostenuta da differenti tipi di HPV e alterazioni cirìtologiche ano-genitali in una coorte di soggetti sieropositivi per HIV-1.
Nel dettaglio, si è voluto studiare la prevalenza di infezione da HPV in una coorte di soggetti HIV-1 infetti con manifestazioni cliniche a livello ano-genitale e indagare la distribuzione dei tipi di HPV circolanti mediante messa a punto di un saggio di genotipizzazione (Restriction Fragment Lenght Polymorphisms, RFLP).

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Capitolo 1 L’ infezione da Papillomavirus 6 1 L’infezione da Papillomavirus Negli ultimi quindici anni una vasta serie di analisi epidemiologiche e molecolari ha fornito l’evidenza che Human Papillomavirus (HPV) sia associato a carcinomi delle regioni anogenitali, incluso il carcinoma cervicale, anale e relative lesioni precancerose. Il carcinoma invasivo della cervice uterina (Invasive Cervical Cancer, ICC) rappresenta il quinto tumore più comune a livello mondiale, secondo nelle donne solo al tumore della mammella, con oltre 470.000 nuovi casi l’anno e 250.000 morti. Numerose osservazioni stabiliscono che il rischio di sviluppare il cancro alla cervice sia sessualmente trasmesso. Una recente indagine condotta su campioni cervicali provenienti da 22 Paesi diversi ha confermato che il virus del papilloma umano è il principale agente eziologico responsabile dell’infezione a maggior prevalenza in tutto il mondo [1,2]. È quindi impossibile, oggi, sottostimare l’importanza dell’infezione genitale da HPV e delle relative conseguenze cliniche. 1.1 Cenni storici HPV affligge il genere umano da migliaia di anni. Già in tempi antichi, medici Greci e Romani riferivano lesioni genitali, riconducibili all’odierna descrizione dei condilomi acuminati, associate all’attività sessuale [3]. Nell’antico Egitto, si poneva fine al fastidio procurato dalle medesime lesioni utilizzano un ferro incandescente…

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