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Il rischio idraulico nel territorio di pianura tra Livenza e Lemene mediante un modello uni-bidimensionale

La valutazione del rischio idraulico per la zona compresa tra i fiumi Lemene e Livenza è stata effettuata utilizzando un modello di calcolo uni-bidimensionale. Questo lavoro è stato svolto per valutare il diverso funzionamento della rete idraulica, prestando attenzione alle modalità di lavoro degli impianti di sollevamento. Dall'analisi dei risultati è possibile affermare che il modello matematico utilizzato in questo lavoro si conferma uno strumento adatto alla pianificazione territoriale e allo studio di possibili scenari di progetto all’interno del Comprensorio di Bonifica per poter confrontare la soluzione migliore da adottare.

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Il rischio idrogeologico 1 1- IL RISCHIO IDROGEOLOGICO 1.1 INTRODUZIONE [1] Il dissesto idrogeologico rappresenta per il nostro Paese un problema di notevole rilevanza, visti gli ingenti danni arrecati ai beni e, soprattutto, la perdita di moltissime vite umane. In Italia il rischio idrogeologico è diffuso in modo capillare e si presenta in modo differente a seconda dell’assetto geomorfologico del territorio: frane, esondazioni e dissesti morfologici di carattere torrentizio, trasporto di massa lungo le conoidi nelle zone montane e collinari, esondazioni e sprofondamenti nelle zone collinari e di pianura. Tra i fattori naturali che predispongono il nostro territorio a frane ed alluvioni, rientra senza dubbio la conformazione geologica e geomorfologica, caratterizzata da un’orografia giovane e da rilievi in via di sollevamento. Tuttavia il rischio idrogeologico è stato fortemente condizionato dall’azione dell’uomo e dalle continue modifiche del territorio che hanno, da un lato, incrementato la possibilità di accadimento dei fenomeni e, dall’altro, aumentato la presenza di beni e di persone nelle zone dove tali eventi erano possibili e si sono poi manifestati, a volte con effetti catastrofici. L’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente, l’apertura di cave di prestito, l’occupazione di zone di pertinenza fluviale, l’estrazione incontrollata di fluidi (acqua e gas) dal sottosuolo, il prelievo abusivo di inerti dagli alvei fluviali, la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano. Figura 1.1 : Rischio idrogeologico esempio.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Michele Danzi Contatta »

Composta da 116 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.