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La valutazione del patrimonio intangibile nelle banche

Dall’introduzione del Testo Unico Bancario, (d.lgs n.385 del 1993), l’attività bancaria, assume carattere d’impresa. Le banche non rappresentano più istituzioni, ma imprese.
La domanda cardine a cui dare una risposta è: qual è il valore di una banca/impresa. A questa domanda siamo abituati a rispondere analizzando i bilanci contabili, con l’ausilio dei tradizionali parametri di performance economici-finanziari dell’organizzazione. Oggi la complessità e la volatilità dei mercati impongono alle imprese di avere una marcia in più per emergere nella sfida con i concorrenti. E’ quindi necessario valorizzare la conoscenza e le capacità intellettuali delle persone e dell’organizzazione nel suo complesso, tutti fattori che contribuiscono a formare il cosiddetto patrimonio intangibile.

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1. Il Patrimonio intangibile: definizione Sarebbe scontato e immediato dare una definizione di intangible assets, ma i numerosi campi di applicazione di tali beni, la loro natura e il loro elevato grado di eterogeneità rendono molto difficoltosa l’operazione di delineazione del concetto di intangibile. Di fatto non esiste una definizione univoca, né tanto meno attendibile, di capitale intangibile; si è soliti, dunque, parlare semplicemente dell’insieme di tutti quegli elementi che non hanno riscontri fisici diretti, come ad esempio il talento, le relazioni, la cultura organizzativa, le persone e la conoscenza. È quindi necessario capire perché tali fattori sono divenuti così importanti nell’economia delle imprese bancarie e delle imprese in genere. A tal proposito occorre evidenziare che gli intangibles sono stati introdotti a seguito del gap crescente tra valori di mercato e valori di bilancio che caratterizzava la quasi totalità delle imprese e delle banche. Dai primi anni 80-90, soprattutto negli Stati Uniti, le imprese presentavano il rapporto medio tra capitalizzazione di mercato e patrimonio netto in continua crescita. In definitiva, oggi, gli intangibles sono alla base del successo aziendale. La complessità e la turbolenza dei nostri mercati impone alle imprese di innestare una marcia in più, in modo da vincere la sfida con i concorrenti. Valorizzare la conoscenza e le capacità intellettuali dell’organizzazione è proprio la strada giusta da seguire. A dimostrazione di ciò la teoria aziendalistica, soprattutto nell’ultimo decennio, ha rivolto l’attenzione all’aspetto intangibile delle immobilizzazioni presenti nell’organizzazione dell’impresa, osservando che è proprio in esse che si racchiudono le potenzialità di espansione del sistema aziendale. In altri termini, la vera forza e ricchezza di un’impresa bancaria non sarebbe costituita solo dal 4

Tesi di Master

Autore: Giuseppe Fanelli Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1196 click dal 26/10/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.