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Pasolini legge Dostoevskij - Le recensioni a ''Delitto e castigo'' e ''I fratelli Karamazov''

A differenza di numerosi interventi su altri quotidiani e periodici, Pasolini porta sulle pagine del settimanale "Tempo" un lavoro di critica letteraria, una raccolta snocciolata di recensioni letterarie.
La recensione a Delitto e castigo appare il 4 gennaio 1974. La recensione ai Fratelli Karamazov esce 8 mesi più tardi, il 13 settembre 1974, all’interno della stessa rubrica di “Tempo”.
Scorse appena le prime righe si ha subito l’impressione non di un semplice riassunto della trama, completo di commento o giudizio, ma di un’analisi psicologica in termini freudiani.
Giocoforza l’atteggiamento di Pasolini non cambia particolarmente tra le due analisi, se non in un lieve ridimensionamento nella seconda della parte più spiccatamente freudiana, in favore di una maggiore attenzione all’intreccio.
Quella che dà Pasolini è una visione in chiave psicanalitica tutta sua, sicuramente portatrice di elementi critici innovativi e controcorrente rispetto alle precedenti letture dei due romanzi.

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PASOLINI LEGGE DOSTOEVSKIJ Introduzione Descrizioni di descrizioni nasce dalla collaborazione di Pier Paolo Pasolini al settimanale “Tempo”. Il volume, pubblicato postumo nel 1979, raccoglie il frutto di tre anni di lavoro dello scrittore a partire dal 26 novembre 1972 fino al 24 gennaio 1975. La rubrica, inaugurata con il titolo Letteratura, era stata prima di lui condotta da Giancarlo Vigorelli e Giuseppe De Robertis. A differenza di numerosi interventi su altri quotidiani e periodici, questa volta Pasolini porta sulle pagine di un settimanale un lavoro di critica letteraria, una raccolta snocciolata di recensioni letterarie. Gianfranco Contini, il primo critico pasoliniano, fa notare come nella raccolta “si realizza, come non mi pare sia stato osservato, l‟ultima perfetta occorrenza 1 dell‟elzeviro letterario, di taglio ineccepibile”. Il titolo della raccolta fu proposto dallo stesso Pasolini per un volume organico dei suoi articoli di carattere strettamente letterario: Che cos'è e come è fatta la critica? Naturalmente questo è un problema molto vecchio, benché neanche lontanamente risolto. Tuttavia pensavo che facendo personalmente io della critica e per tanto tempo, questo “mistero” mi si sarebbe un po' e almeno pragmaticamente chiarito. Invece no... Ho fatto delle “descrizioni”. Ecco tutto quello che so della mia critica in quanto critica. E “descrizioni” di che cosa? Di altre “descrizioni”, che altro i libri non sono. L’antropologia l’insegna: c’è il όdròmenon), il fatto, la cosa occorsa, il mito, e il 2 όlegòmenon), la sua descrizione parlata.  Con diversi metodi di analisi (marxista, linguistica, psicanalitica), Pasolini traccia un panorama di tutti quegli autori, suoi contemporanei e non, che prediligeva o che sentiva a lui più vicini, davanti ai quali si pone però più che come critico vero e proprio, come lettore. Scrive a Moravia: “Ho parlato al lettore in quanto io stesso, in carne ed ossa; come scrivo a te questa 1 P.P. Pasolini, Descrizioni di descrizioni, a cura di Graziella Chiarcossi, Torino, Einaudi, 1979, p. 11 2 F. Panzeri, Guida alla lettura di Pasolini, Milano, Mondatori, 1988, p. 41 4

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Federica Albertin Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

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