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I disegni dei bambini trascurati come strumento di comunicazione del trauma

L’argomento trattato nel presente lavoro riguarda le rappresentazioni che i bambini trascurati hanno di se stessi e degli altri, espresse attraverso l’attività grafica.
Il disegno rappresenta una modalità espressiva consueta e spesso piacevole una sorta di “via regia” per accedere alle rappresentazioni mentali del bambino (Gallino, 2000).
Molti autori (Widlöcher, 1965; Oliverio Ferraris, 1973; Bombi & Pinto, 2000; Arace & Gallino, 2003) hanno sottolineato che il modo di tradurre in immagini grafiche ciò che viene visto e lo stile assunto dalla raffigurazione prodotta, altro non costituiscono che la personale visione che ognuno ha di se stesso e del mondo, ed è questo processo che conferisce al disegno un valore proiettivo.
L’attività grafica costituisce dunque un mezzo che, nello spazio prestabilito di un foglio, permette di esprimere ed organizzare pensieri, bisogni, stati d’animo e, talvolta, anche vissuti così traumatici da non poter essere espressi che attraverso tale canale (Ionio & Procaccia, 2003).
In particolare, la letteratura mostra l’utilità applicativa del disegno nell’intervento con bambini maltrattati; si tratta di uno strumento che consente di conoscere l’immagine che il bambino ha di sé, degli altri e di sé con gli altri (Gallino, 2003).

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3 Introduzione L’argomento trattato nel presente lavoro riguarda le rappresentazioni che i bambini trascurati hanno di se stessi e degli altri, espresse attraverso l’attività grafica. Il disegno rappresenta una modalità espressiva consueta e spesso piacevole una sorta di “via regia” per accedere alle rappresentazioni mentali del bambino (Gallino, 2000). Molti autori (Widlöcher, 1965; Oliverio Ferraris, 1973; Bombi & Pinto, 2000; Arace & Gallino, 2003) hanno sottolineato che il modo di tradurre in immagini grafiche ciò che viene visto e lo stile assunto dalla raffigurazione prodotta, altro non costituiscono che la personale visione che ognuno ha di se stesso e del mondo, ed è questo processo che conferisce al disegno un valore proiettivo. L’attività grafica costituisce dunque un mezzo che, nello spazio prestabilito di un foglio, permette di esprimere ed organizzare pensieri, bisogni, stati d’animo e, talvolta, anche vissuti così traumatici da non poter essere espressi che attraverso tale canale (Ionio & Procaccia, 2003). In particolare, la letteratura mostra l’utilità applicativa del disegno nell’intervento con bambini maltrattati; si tratta di uno strumento che consente di conoscere l’immagine che il bambino ha di sé, degli altri e di sé con gli altri (Gallino, 2003).

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Manuela Scala Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4644 click dal 28/10/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.