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L'interpretazione di conferenza nelle organizzazioni internazionali

Con il riconoscimento di regimi linguistici più ampi sì è assistito al rapido sviluppo di quei servizi di interpretazione all’interno di organizzazioni come l’ONU e l’UE, i quali, in origine, contavano poche unità, ed ora sono i più importanti al mondo. L’enorme crescita dei servizi è proprio l’elemento principale che ha caratterizzato la professione dell’interpretazione di conferenza all’interno delle organizzazioni internazionali.
Il presente lavoro si pone come obiettivo quello di confrontare i diversi regimi linguistici, la storia e lo sviluppo dei servizi di interpretazione di alcune delle più importanti organizzazioni internazionali, (ONU, OIL, NATO e UE), al fine di valutare le prospettive future della professione dell’interprete di conferenza nelle organizzazioni internazionali, in generale, e, in particolare, all’interno del servizio più imponente al mondo, quello dell’Unione europea.
All’interno dell’Unione europea, se da un lato sono sempre maggiori le comunità linguistiche che possono finalmente vedere riconosciuti i propri diritti linguistici, dall’altro lato, c’è sicuramente un limite, oltre il quale il servizio di interpretazione avrà difficoltà ad espandersi ulteriormente, per motivi logistici, economici, ma anche di vera e propria fattibilità. L’Unione europea dovrà assolvere all’importante compito di trovare un compromesso tra la tutela della ricchezza culturale, e quindi anche linguistica, dei suoi paesi membri, i diritti linguistici dei cittadini, e il mantenimento della qualità e dell’efficienza del servizio.
Nel primo capitolo, verranno descritte la nascita e l’espansione delle relazioni internazionali nel mondo occidentale, e il conseguente sviluppo delle organizzazioni internazionali. Una parte riguarderà i criteri di utilizzo delle lingue ufficiali e di lavoro all’interno della più importante organizzazione sorta al termine della seconda guerra mondiale, le Nazioni Unite, e al sistema che rese possibile l’utilizzo, a livello orale, di un numero anche elevato di lingue: l’interpretazione simultanea.
Il secondo capitolo analizzerà il regime linguistico adottato dall’ONU e lo sviluppo del servizio di interpretazione di conferenza all’interno delle Nazioni Unite.
Nel terzo capitolo si cercherà di dare una visione più ampia dei regimi linguistici e del funzionamento dei servizi di interpretazione nelle organizzazioni internazionali con una prima descrizione di un’organizzazione più antica delle Nazioni Unite, l’OIL, che si occupa principalmente di tematiche che riguardano i diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro, e che ha scelto di garantire un regime linguistico più espanso. In secondo luogo, il capitolo analizzerà il servizio d’interpretazione all’interno di un’organizzazione a carattere militare, la NATO, che, come le precedenti, ha portato avanti importanti allargamenti, ma che ha scelto di mantenere un regime linguistico bilingue.
Il quarto capitolo sarà dedicato interamente all’Unione europea. Nella prima parte del capitolo, verrà analizzato il regime linguistico applicato dalle istituzioni dell’Unione, il quale prevede che la lingua ufficiale di uno stato membro sia automaticamente lingua ufficiale dell’Unione. Attualmente, l’Unione vanta il regime linguistico più esteso tra le quattro organizzazioni, riconoscendo ben 11 lingue come ufficiali.
Nella seconda parte del capitolo, verranno illustrati i servizi di interpretazione delle sue istituzioni: lo SCIC, che copre le necessità della Commissione, del Consiglio, del Comitato Economico e Sociale e della Banca europea degli Investimenti, e il DIPE, il servizio di interpretazione del Parlamento europeo, i quali sono i servizi più imponenti al mondo. Un’attenzione particolare sarà rivolta alle proposte di modifica dei servizi, avanzate già a partire dal primo allargamento, e sulle decisioni prese ultimamente in questo senso.
Per concludere, nel quinto capitolo verranno mostrate le incongruenze sorte, soprattutto all’interno dell’Unione, dal tentativo di conciliare il diritto alla comunicazione di tutti i cittadini dei paesi membri con il potere degli interessi politici degli stati. In particolare, sarà analizzata la situazione delle minoranze linguistiche in seno all’Unione e la contrastante diffusione della lingua inglese a tutti i livelli delle istituzioni comunitarie. Si tenterà, infine, di valutare se le attuali decisioni di modifica del servizio saranno compatibili con la professione dell’interprete di conferenza, la tutela della sua figura, e il mantenimento di una alta qualità del servizio.

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scuola sup. di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

Autore: Daniela Arrus Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3787 click dal 11/11/2010.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.