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Memorie coloniali nel Corno d’Africa

Informazioni tesi

  Autore: Pier Paolo Vettori
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze storiche
  Relatore: Irma Taddia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

Lo scopo della tesi è di far emergere, attraverso uno studio di storia sociale, tutti i protagonisti dell'avventura coloniale italiana nel Corno d'Africa. Si tenta così di dar voce non solo ai militari, ma anche ai funzionari coloniali ed ai civili italiani, senza dimenticarsi delle popolazioni africane e dei meticci, frutto del contatto fra i nuovi arrivati e le popolazioni autoctone.
Si vuole mostrare i vari aspetti della vita in colonia sia dei dominatori, che dei sudditi, partendo dal disvelamento dei falsi miti, che illusero tanti italiani, per poi far emergere conflitti, collaborazioni, problematiche sociali come il razzismo, il madamato, le esigenze legate all'insediamento e al lavoro, l'istruzione e le pratiche sessuali.
Si tenta di far notare come schematismi troppo rigidi ed il concedere un'esagerata rilevanza alle espressioni minori, possano condurre ad un'analisi non rispondente alla realtà storica.
Piuttosto che ricondurre il mondo coloniale ad una schematica contrapposizione tra colonizzati e colonizzatori è più corretto delineare un processo storiografico che privilegi le interazioni tra le diverse componenti della società coloniale, approfondendo la complessa e problematica prospettiva dei colonizzati.
La realtà coloniale non fu univoca, ma anzi molteplice ed ogni suo aspetto è caratterizzato anche dal suo contrario.

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3 Introduzione Il colonialismo italiano ha una storiografia deludente, i manuali di storia che dedicano spazio alla politica coloniale sono molto poveri ed imprecisi, come se un avvenimento così importante fosse stato dimenticato. Ciò va rintracciato nella peculiarità della decolonizzazione che italiana non scaturì da un processo di lotta tra la metropoli ed i movimenti autoctoni anticoloniali ma a seguito di una risoluzione dell‟ONU, nel 1949-50, che sancì formalmente la perdita delle colonie all‟Italia, negando qualsiasi diritto sugli ex possedimenti, ad eccezione del mandato di amministrazione fiduciaria sulla Somalia fino al 1960. Di conseguenza, da un lato le leadership locali, deboli ed immature, non erano preparate al compito che le spettava, dall‟altro l‟Italia diventa un paese ex colonizzatore senza alcun dibattito perché rappresentava un‟esperienza storica da cancellare. L‟autoassoluzione dalle responsabilità belliche e coloniali fu possibile grazie sia ai partiti antifascisti, che introdussero l‟equazione, semplicistica e storicamente infondata, fra colonialismo e fascismo, rimuovendo così dalla memoria i quarant‟anni di colonialismo liberale precedenti, sia agli Alleati che non vollero punire l‟Italia sconfitta ma anche cobelligerante attraverso processi nei confronti di italiani autori di crimini di guerra in Africa. L‟attenzione per le ex colonie crollò drasticamente anche a causa dei deboli legami mantenuti con i paesi africani perché gli italiani rimasti nell‟ex impero furono molto pochi, gli interessi economici assai esigui e scarsa la migrazione degli ex colonizzati verso il nostro paese, fino agli anni sessanta. È a causa di questo atteggiamento che non si avverte in Italia una coscienza storica di tale fenomeno. Il colonialismo italiano nel Corno d‟Africa verrà trattato attraverso un‟ottica diversa da quella degli storici tradizionalisti, i quali si concentravano quasi esclusivamente sulla storia ufficiale, privilegiando la storia degli avvenimenti basata solo sull‟intervento italiano, sui settori militari e politici. Cercherò invece di far interagire fonti orali e scritte, per far emergere quante più sfaccettature possibili di questo periodo,

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Parole chiave

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fonti scritte
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istruzione
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