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La due diligence fiscale

In questo lavoro vedremo come l’attività di tax due diligence sia solo una delle tante aree d’indagine di cui si compone un intervento di full due diligence; infatti, oltre ad essa, esamineremo l’analisi dell’ambiente di riferimento dell’azienda target, la due diligence contabile, la due diligence finanziaria, la due diligence legale e la due diligence ambientale.
Però la due diligence fiscale riveste sicuramente maggior importanza, soprattutto alla luce dei recenti mutamenti che da sempre interessano l’intricatissima normativa tributaria, legale e contabile relativa all’attività societaria nel nostro Paese; tra questi esamineremo in particolare il D.Lgs. n. 472/97 in materia di sanzioni amministrative e tributarie, che ha determinato una grande richiesta di interventi di due diligence fiscale (ma anche contabile), ossia interventi di limited due diligence aventi come obiettivo quello di verificare l’esistenza di rischi penali e passività potenziali che potrebbero gravare sul cessionario d’azienda. Senza dubbio, una delle novità più significative della nuova normativa consiste nella possibilità per il cessionario di limitare la propria responsabilità attraverso la richiesta delle due tipologie di certificati da inviare agli uffici finanziari competenti.
Inoltre, la continua ricerca di una più completa protezione per il potenziale acquirente ha portato alla sempre maggiore inclusione all’interno del contratto di vendita di idonee garanzie e clausole di indennizzo costituite da garanzie patrimoniali dell’azienda target (o obiettivo), individuate grazie al processo di buyer due diligence.
Come avremo modo di osservare, non è affatto semplice cercare di fornire una definizione esaustiva ed univoca dell’intervento; una prima interpretazione che si può formulare riguarda sicuramente il significato letterale del termine anglosassone “due dligence review”.
L’intervento di tax due diligence identifica l’attività di controllo che viene richiesta al team fiscale da un potenziale acquirente, al fine di verificare il corretto adempimento degli obblighi tributari da parte della società target e di evitare così possibili passività fiscali che potrebbero emergere successivamente all’acquisto. Tale attività si trova in stretto collegamento con la due diligence contabile; infatti, vedremo che alcune delle voci analizzate durante quest’ultima riguardano anche l’area fiscale, e ciò determina un necessario scambio incrociato di informazioni tra i due team incaricati.
Infine, prenderemo in esame le due tipologie di certificazione tributaria allo scopo di distinguerle e di esaminarne i contenuti.
La prima tipologia, come vedremo, è quella effettuata nell’ambito di un intervento di revisione del bilancio prestando attenzione ai “Principi di revisione tributaria” del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, e finalizzata al rilascio di una relazione di certificazione.

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PREMESSA Nel presente lavoro ci occuperemo diffusamente del tema della due diligence fiscale e di tutti gli aspetti ad essa collegati. Vedremo come l’attività di tax due diligence sia solo una delle tante aree d’indagine di cui si compone un intervento di full due diligence; infatti, oltre ad essa, esamineremo l’analisi dell’ambiente di riferimento dell’azienda target, la due diligence contabile, la due diligence finanziaria, la due diligence legale e la due diligence ambientale. Però la due diligence fiscale riveste sicuramente maggior importanza, soprattutto alla luce dei recenti mutamenti che da sempre interessano l’intricatissima normativa tributaria, legale e contabile relativa all’attività societaria nel nostro Paese; tra questi esamineremo in particolare il D.Lgs. n. 472/97 in materia di sanzioni amministrative e tributarie, che ha determinato una grande richiesta di interventi di due diligence fiscale (ma anche contabile), ossia interventi di limited due diligence aventi come obiettivo quello di verificare l’esistenza di rischi penali e passività potenziali che potrebbero gravare sul cessionario d’azienda. Senza dubbio, una delle novità più significative della nuova normativa consiste nella possibilità per il cessionario di limitare la propria responsabilità attraverso la richiesta delle due tipologie di certificati da inviare agli uffici finanziari competenti. Inoltre, la continua ricerca di una più completa protezione per il potenziale acquirente ha portato alla sempre maggiore inclusione all’interno del contratto di vendita di idonee garanzie e clausole di indennizzo costituite da garanzie patrimoniali dell’azienda target (o obiettivo), individuate grazie al processo di buyer due diligence. Come avremo modo di osservare, non è affatto semplice cercare di fornire una definizione esaustiva ed univoca dell’intervento; una prima interpretazione che si può formulare riguarda sicuramente il significato letterale del termine anglosassone “due dligence review”. Esso riconduce alla diligenza normalmente dovuta da un consulente che svolge un incarico professionale con ragionevole diligenza ed attenzione, confidando pienamente sulle proprie precedenti esperienze maturate in aree simili a quella da verificare. Tale temine è entrato nel linguaggio corrente a partire dagli anni ’80, anche se l’attività svolta sotto questo nome non è poi così recente. L’informazione e l’analisi dell’azienda target prima di concludere un contratto 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Benericetti Contatta »

Composta da 188 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.