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La Torre dei Balivi di Aosta, indagini sulle malte di giuntura e le loro integrazioni nel corso dei secoli

Informazioni tesi

  Autore: Elena Arizio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e Tecnologie Chimiche per la Conservazione ed il Restauro
  Relatore: Guido Biscontin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

Lo studio proposto in questa tesi si inserisce in un ampio progetto conoscitivo che da qualche anno è portato avanti dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, parallelamente al restauro del complesso aostano della Torre dei Balivi.
Dal 1999, infatti, l’Amministrazione Regionale valdostana si è impegnata in un restauro mirato alla rifunzionalizzazione del complesso balivale, destinandolo a futura sede dell’Istituto Musicale.
A fianco al restauro, la Sovrintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta ha previsto un programma di indagini preliminari, mirate allo studio storico, archeologico e stratigrafico del complesso, al fine di fornire informazioni adeguate per la successiva formulazione di un corretto progetto di restauro, e al fine di approfondire la continua ricerca storica e archeologica sulla città di Aosta.
Le indagini preliminari hanno compreso ricerche in ambito architettonico, storico, archeologico e archeometrico.
Lo studio per la caratterizzazione delle malte di giuntura della Torre quadrangolare, proposta in questo elaborato, si inserisce proprio nell’ambito dell’analisi archeometrica. Negli anni precedenti a questo elaborato, infatti, sono state studiate le malte degli altri corpi di fabbrica del complesso balivale.

Scopo di questa tesi è, dunque, lo studio e la caratterizzazione delle malte di giuntura e delle evidenze particolari riscontrate nei prospetti della torre quadrangolare del Complesso della Torre dei Balivi di Aosta. Il fine di tale progetto di analisi è il riconoscimento di malte a valore storico e la loro distinzione delle superfetazioni, prodotto di restauri a carattere puntuale, senza alcun valore storico, culturale o archeologico. E’ infatti stata decisa, in ambito progettuale, l’eliminazione di tali superfetazioni, e la conservazione degli elementi a carattere storico, in particolar modo quelli cinquecenteschi.

Questo studio si propone, inoltre, di localizzare eventuali zone interessate da interventi e, qualora le analisi effettuate lo permettano, una datazione di massima di tali interventi, a confronto con gli studi archivistici finora condotti.
E’ però importante sottolineare che, per quanto riguarda la regione Valle d’Aosta, la datazione non può basarsi sullo studio dei metodi di produzione e utilizzo, a causa dell’isolamento territoriale e culturale che questa regione ha subito per molti secoli: le tecniche di produzione, come anche i materiali utilizzati e le zone di approvvigionamento, non hanno subito, come altrove, l’influenza di altre culture e di nuove tecnologie, ma sono stati invece tramandati per secoli, rimanendo pressoché inalterati.

Durante l’attività di tirocinio, in cui si sono svolte le analisi esposte in questa tesi, sono state utilizzate alcune tecniche analitiche innovative e ancora sperimentali riguardo lo studio delle malte. Questa tesi contribuisce dunque all’evoluzione di tali analisi e alla lettura dei risultati da esse forniti; proprio a causa dell’ancora attuale sperimentazione, però, alcuni risultati non possono essere spiegati appieno, in quanto sono ancora solo parzialmente conosciute le basi scientifiche sulle quali essi si fondano.

In seguito, sono anche state compiute analisi per lo studio del degrado dei campioni prelevati, al fine di valutarne la qualità e lo stato di conservazione e, dove possibile, determinare le zone maggiormente esposte a tale fenomeno.

Nonostante il progetto iniziale comprendesse lo studio delle sole malte di giuntura dell’edificio, in sede di campionamento è parso molto limitante attenersi a questo livello di approfondimento: i numerosissimi ed evidenti interventi e le particolarità riscontrate, sono dunque state considerate attraverso il prelievo di numerosi campioni, contrassegnati come particolarità rispetto all’omogeneità del resto dei prelievi.

Infine, è necessario specificare che lo studio delle malte non può limitarsi alle analisi esposte in questo elaborato (FTIR, TG/DTA, IC, XRD, SPOT TESTS, SL, Calcimetria e Assorbimento al vapor d’acqua), e che una caratterizzazione corretta e sufficiente deve prevedere anche lo studio dell’aggregato, attraverso studi mineralogico-petrografici e della curva granulometrica.

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4   E’  però  importante  sottolineare  che,  per  quanto  riguarda  la  regione  Valle  d’Aosta,  la  datazione  non   può  basarsi  sullo  studio  dei  metodi  di  produzione  e  utilizzo,  a  causa  dell’isolamento  territoriale  e   culturale  che  questa   regione  ha  subito  per  molti   secoli:   le   tecniche  di  produzione,  come  anche   i   materiali  utilizzati  e  le  zone  di  approvvigionamento,  non  hanno  subito,  come  altrove,  l’influenza  di   altre   culture   e   di   nuove   tecnologie,   ma   sono   stati   invece   tramandati   per   secoli,   rimanendo   pressoché  inalterati.       Durante   l’attività   di   tirocinio,   in   cui   si   sono   svolte   le   analisi   esposte   in   questa   tesi,   sono   state   utilizzate   alcune   tecniche   analitiche   innovative   e   ancora   sperimentali   riguardo   lo   studio   delle   malte.  Questa   tesi   contribuisce  dunque  all’evoluzione  di   tali   analisi   e   alla   lettura  dei   risultati   da   esse   forniti;   proprio   a   causa   dell’ancora   attuale   sperimentazione,   però,   alcuni   risultati   non   possono  essere   spiegati   appieno,   in   quanto   sono   ancora   solo   parzialmente   conosciute   le   basi   scientifiche  sulle  quali  essi  si  fondano.       In  seguito,  sono  anche  state  compiute  analisi  per  lo  studio  del  degrado  dei  campioni  prelevati,  al   fine   di   valutarne   la   qualità   e   lo   stato   di   conservazione   e,   dove   possibile,   determinare   le   zone   maggiormente  esposte  a  tale  fenomeno.     Nonostante  il  progetto  iniziale  comprendesse  lo  studio  delle  sole  malte  di  giuntura  dell’edificio,  in   sede  di  campionamento  è  parso  molto   limitante  attenersi  a  questo   livello  di  approfondimento:   i   numerosissimi  ed  evidenti  interventi  e  le  particolarità  riscontrate,  sono  dunque  state  considerate   attraverso   il   prelievo   di   numerosi   campioni,   contrassegnati   come   particolarità   rispetto   all’omogeneità  del  resto  dei  prelievi.     Infine,  è  necessario   specificare  che   lo   studio  delle  malte  non  può   limitarsi  alle  analisi  esposte   in   questo   elaborato   (FTIR,   TG/DTA,   IC,   XRD,   SPOT   TESTS,   SL,   Calcimetria   e   Assorbimento   al   vapor   d’acqua),   e   che   una   caratterizzazione   corretta   e   sufficiente   deve   prevedere   anche   lo   studio   dell’aggregato,  attraverso  studi  mineralogico-­‐petrografici  e  della  curva  granulometrica.    

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