Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Analisi frattografica di una massa battente

Il presente lavoro di tesi risulta volto alla valutazione delle principali cause alla base del cedimento strutturale di un componente applicato ad un martello idraulico demolitore della PMV PROMOVE.
Il componente in questione risulta essere una massa battente con la funzione di pistone idraulico, applicato ad un sistema di produzione di olio in pressione, a cui è dovuta la forza idraulica che si trasmette alla punta utensile, detta puntazza.
La procedura adottata si è svolta secondo le seguenti fasi:
· analisi chimica del materiale;
· analisi dello stato inclusionale;
· analisi micrografica;
· valutazione della microdurezza;
· analisi SEM.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Il presente lavoro di tesi risulta volto alla valutazione delle principali cause alla base del cedimento strutturale di un componente applicato ad un martello idraulico demolitore della PMV PROMOVE. Il componente in questione risulta essere una massa battente con la funzione di pistone idraulico, applicato ad un sistema di produzione di olio in pressione, a cui è dovuta la forza idraulica che si trasmette alla punta utensile, detta puntazza. Il pistone dopo circa 15 ore di funzionamento ha subito un danneggiamento tale da presentare una cricca non passante posta nella mezzeria del componente in questione. La procedura applicata per la valutazione delle cause relative al danneggiamento considera l’analisi chimica del materiale, determinando i tenori dei principali elementi chimici cui risulta costituito il componente, al fine di un confronto con dei valori standard per il materiale utilizzato; la valutazione dello stato inclusionale, determinando la distribuzione e natura delle inclusioni non metalliche rilevate sul campo; l’analisi micrografica del materiale al fine di evidenziare le differenti fasi cristalline ed eseguire un confronto con quanto richiesto tra le specifiche di progetto; la misura della microdurezza a partire dalla superficie, per la valutazione delle caratteristiche meccaniche richieste; la valutazione delle sollecitazioni applicate al componente, al fine di evidenziare eventuali errori eseguiti in fase di progettazione; l’analisi al microscopio elettronico a scansione volta alla valutazione della tipologia di rottura verificatasi ed alla visualizzazione di eventuali linee di accumulo plastico tipiche di un avanzamento a fatica. Per la stima del danneggiamento si tiene altresì conto del ciclo di lavorazione eseguito sul componente al fine di rilevare eventuali anomalie riscontrate durante le varie fasi di quest’ultimo. A partire dai risultati ottenuti risulta possibile eseguire una valutazione pressochØ attendibile, relativamente alle cause del danneggiamento, effettuando quindi delle considerazioni sulle possibili metodologie applicabili al fine di migliorare il comportamento del componente investigato, ed in particolare garantendone un esercizio per una durata accettabile. 6

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Michele Di Falcio Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 872 click dal 11/11/2010.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.