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Kynodontas - Adolescenza senza uscita

Una riflessione sul concetto delle regole, delle imposizioni sociali, delle costruzioni mentali, su quello che ci dicono e prendiamo per vero, sulle molteplici modalità con le quali l’atrofizzazione delle nostre condizioni mentali operata da diversi agenti ed in particolare dall’attuale sistema economico, dalla cultura della terapia e dalla cultura della paura, ci impedisca di uscire dalla condizione di latenza tipica della transizione dall’adolescenza alla maturità, una terra di nessuno, una palude tranquilla, una zona franca in cui ci trinceriamo e ci assopiamo poiché ne conosciamo approfonditamente le caratteristiche e al suo interno ci sentiamo al sicuro.
Ci si ripiega su sé stessi, costruendo il nostro microcosmo attorno alla latenza, aggirando gli ostacoli, dirottando le nostre energie intellettuali ed emotive verso un mondo immaginario, virtuale, alimentato da stimoli tecnologici, rimandando a data da destinarsi la partecipazione al mondo reale, evitando di affrontare i compiti che la crescita impone.
Nel secondo capitolo viene trattato il fenomeno hikikomori, che riguarda un milione di giovani giapponesi che si ritirano in isolamento assoluto nella propria stanza e vi rimangono ininterrottamente per lunghi periodi: un'altra evidente storia di latenza, di adolescenza senza uscita.
Nel terzo capitolo viene presentato il lavoro di Miguel Ángel Martín, controverso fumettista ed illustratore spagnolo, che ci offre un particolare punto di vista sulle relazioni umane, sull’adolescenza e sulla solitudine.

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INTRODUZIONE Quello di cui ho bisogno per introdurre questa tesi è uno sforzo di immedesimazione: si prenda la dimensione più claustrofobica che si riesce ad ipotizzare; si pensi di nascere, vivere, crescere confinati in ogni momento al suo interno, con limiti e regole da seguire che qualcun altro ha stabilito per noi, con minuziosità scientifica ed un’attenzione infinitesimale ad ogni dettaglio, scale di valori alle quali dobbiamo aderire. Si pensi, poi, di farlo poiché non abbiamo mai conosciuto altro modo di vivere rispetto a quello; il senso di oppressione indubbiamente diminuisce, a questo pensiero: una palizzata che ci impedisce di vedere oltre, se non conosciamo nient’altro, non è una privazione, è la fine dell’universo. Poniamo ora, però, che la recinzione ceda in un punto e che si riesca a captare che un “fuori” esiste e che è popolato da nostri simili, che tutto quello che ci è stato insegnato è arbitrario, che siamo stati segregati per una vita intera alimentandoci di menzogne. La fuga diverrebbe istintiva, irrazionale, alla stregua di un animale che corre ansimante fino a che il fiato lo sostiene per allontanarsi dagli spari di un fucile. In Kynodontas, opera del giovane regista greco Yorgos Lanthimos, sono due ragazze ed un giovane ad essere chiusi nel recinto. Ma se allargassimo i confini, al suo interno potrebbero entrarci una generazione, uno Stato intero, una categoria qualunque di persone, l’umanità intera; il padre-cancelliere potrebbe essere sostituito, di volta in volta, con una molteplicità di figure, leader potenti, non necessariamente brutali o malevoli: tutto potrebbe essere condotto in nome del nostro bene. Kynodontas riflette sul concetto delle regole, delle imposizioni sociali, delle costruzioni mentali, su quello che ci dicono e prendiamo per vero. Non c’è uscita dal folle Eden della villa con piscina per questi tre ragazzi, che rimarranno eterni adolescenti se non avranno il coraggio di compiere una scelta radicale. Nel primo capitolo andrò a riflettere sulle molteplici modalità con le quali l’atrofizzazione delle nostre condizioni mentali operata da diversi agenti ed in particolare dall’attuale sistema economico (§ 1.2), dalla cultura della terapia e dalla cultura della paura (§ 1.6), ci impedisca di uscire dalla condizione di latenza tipica della transizione dall’adolescenza alla maturità, una terra di nessuno, una 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giada Pierallini Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.