Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Una lettura clinica delle principali teorie evolutive della sessualità: il caso di Dan

Le teorie evolutive della sessualità, i modi di intenderla e le funzioni assegnategli sono piuttosto eterogenei; in questo scritto intendo fornire una panoramica generale di alcune tra le più importanti concezioni della sessualità, esaminate alla luce delle loro sfaccettature, ma anche delle loro intersezioni, per arrivare infine al "centro" del mio lavoro: la prospettiva di Fonagy, esplorata per mezzo di un caso clinico.
La prima tappa del sentiero che ho tracciato appartiene a Freud, alla sua modello pulsionale e alla sua idea di sviluppo psicosessuale. Grazie al padre della psicoanalisi, la sessualità assume per la prima volta un ruolo centrale; infatti prima di lui questa veniva identificata con la genitalità, ossia con il congiungimento di un individuo con un altro del sesso opposto ai fini della procreazione: la sessualità viene associata ad una funzione puramente evolutiva, che compare con la pubertà con la maturazione biologica, e non presente sin dall'infanzia. Al contrario Freud, postula l'esistenza della libido come forza vitale che tende ad esprimersi in desideri che premono per essere soddisfatti, e parallelamente elabora la dottrina della sessualità infantile.Tale concezione contiene alcune tra le intuizioni più importanti di Freud, così come alcuni dei maggiori difetti teorici; questo ha spinto molti studiosi ad un tentativo di riformulazione. A questo proposito ho delineato il ribaltamento concettuale ad opera della teoria delle relazioni oggettuali, secondo cui lo sviluppo è caratterizzato e segnato dalle relazioni, la colorazione delle quali dà vita agli assetti individuali di personalità. Tuttavia la dualità delle pulsioni rimane operante sin dalle primissime fasi della vita, e si esprime sull'oggetto "seno" che fondamentalmente sostituisce il monismo fallico freudiano. Il conflitto psichico viene messo da parte e sostituito dalla relazione, che possiede un impulso autonome, indipendente dalle pulsioni. Mitchell,. Per lo studioso interpersonalista la sessualità è una forza fisiologica che assume valore psicologico solo nel contesto relazionale. Green, la sessualità è la funzione che di più, tra tutte le altre, mantiene un rapporto di connessione con il corpo e con le altre funzioni, e per questo deve tornare ad avere un posto d'onore, sia nella teoria che nella pratica clinica.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE La scelta dell’immagine della scultura di Canova "Amore e Psiche", deriva dalla sua capacità di racchiudere in sé la natura della sessualità: il rapporto, l'intreccio, l'abbraccio tra sessualità (nel senso più ampio del termine, comprendendo quindi il sentimento di amore, di affetto e di eccitazione sessuale) e la nostra psiche. Le teorie evolutive della sessualità, i modi di intenderla e le funzioni assegnategli sono piuttosto eterogenei (Mitchell, 2002), scopo di questo lavoro non quello di fornire una panoramica storica esaustiva dell’evoluzione di questo tema nella teoria psicodinamica. Piuttosto, quello che questo elaborato si prefigge è di far dialogare alcune delle concezioni più recenti sulla sessualità, esaminate alla luce delle loro diversità, ma anche delle loro intersezioni, per arrivare infine al "centro" del mio lavoro: la proposta avanzata recentemente da Fonagy, descritta per mezzo di un caso clinico. La prima tappa del sentiero che ho tracciato appartiene a Freud (1905), al sua modello pulsionale e alla sua idea di sviluppo psicosessuale. E’ infatti grazie al suo scritto del 1905 che la sessualità assume per la prima volta un ruolo centrale nello studio delle dinamiche intrapsichiche; il nucleo edipico diventa il centro della sessualità infantile e adulta, nonché dell'intero assetto della personalità; e la sessualità assume il ruolo di fattore eziologico primario occupando un posto d'onore in tutta la teoria. Nel suo modo di intendere, la pulsione era, secondo Freud, un concetto limite tra mente e corpo, l'anello di congiunzione tra lo psichico e il somatico: essa è il rappresentante mentale di uno stimolo interno, che proviene da svariate zone del corpo; è la forze motrice della mente che cerca un oggetto, uno qualsiasi, adatto alla scarica della tensione (Greenberg, Mitchell, 1988). Tale concezione contiene alcune tra le intuizioni più importanti di Freud, così come alcuni degli aspetti più datati dell’edificio teorico psicoanalitico. E’ questo insieme di spunti teorici fecondi e elementi ormai anacronistici che ha spinto molti clinici e teorici a un tentativo di riformulazione. La riformulazione teorica più radicale è avvenuta nei primi anni cinquanta (Fairbairn, 1952; 2

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Giulia Cimarelli Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1038 click dal 07/12/2010.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.