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Il Mito di Europa secondo Orazio (Hor. Carm. 3, 27)

Questo lavoro si pone, come principale obiettivo, lo studio del carme 3,27 di Orazio e dedica speciale attenzione alla seconda parte del componimento (vv. 25-76), in cui il poeta Venosino realizza un’ardita analogia tra Galatea, in procinto di partire per mare (vv. 1-24) e perciò destinataria di un canonico propemptikòn, ed Europa, che, rapita da Zeus, viene trasportata sino a Creta dal divino toro nuotatore.

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Il mito di Europa I. ‘Europa’: alle origini di un continente, tra geografia e mito La versione più celebre del mito di Europa, benché vi siano non poche varianti, è quella che vuole la fanciulla, figlia di Agenore e Telefassa, per quanto spesso le si attribuiscano, come padre, Fenice e, come madre, 4445 Argiope. A parte si colloca la testimonianza di Esiodo, che, nella Teogonia, presenta Europa come una delle Oceanine, figlia di Oceano e Teti (si tratta, però, di un‟altra eroina, pur indicata con il medesimo nome). Il nucleo narrativo del mito si „coagula‟ -com‟è noto- intorno alle vicende del ratto, perpetrato ai danni di Europa da parte di Zeus: il padre degli dèi, infatti, vista la fanciulla per la prima volta mentre giocava con le vergini di Tiro lungo la spiaggia Sidonia, se ne innamorò all‟istante e “…per fuggir l‟ire moleste / della gelosa Giuno, e l‟inesperta / verginella ingannar, celossi il 46 nume / sotto mentite spoglie, e si fe‟ toro”. Anche Europa, per parte sua, notò il bel toro e, dopo i primi istanti di esitazione, gli si avvicinò, cominciò ad accarezzargli il petto, gli intrecciò ghirlande di fiori sulle corna e infine, ingannata dall‟apparente mansuetudine dell‟animale, salì sul suo dorso. Il „divin seduttore‟, che altro non aspettava, con la vergine in groppa, cominciò a correre verso il vicino mare, nuotando fino alle coste di Creta, dove, assunte le proprie originarie sembianze, si unì finalmente ad Europa. Orbene, il racconto del ratto si arricchì, già nelle fonti antiche, di particolari e ulteriori specificazioni, in ordine sia ai luoghi toccati dalla coppia 47 (ad esempio, secondo un aneddoto tràdito da Plinio, a Gortina, la località cretese dove ebbe luogo l‟unione, sorgeva un platano che non perdeva mai le foglie), sia ai fatti che fecero immediatamente seguito all‟incontro d‟amore tra il dio e la fanciulla. A tal proposito, i testimonia generalmente riportano che 44 Cfr. Il. 14, 321; Mosch. 2, 7 e 41; Apoll. 3, 1,1; Conon. 32; Hyg. fab. 178; Ov. met. 2, 858. 45 Cfr. Es. Th. 337 ss. 46 Qui si cita la traduzione del secondo idillio di Mosco, opera di Giacomo Leopardi (cfr. D‟Intino 1999, pp. 59-72). 47 Cfr. Plin. nat. 12, 5. 16

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Vincenzo Sfirro Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.