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Il marketing nel commercio equo e solidale

Scopo di questo lavoro è stato riflettere in merito ad un fenomeno che rappresenta un’alternativa alle regole del mercato globale: il CEeS che dà sbocco ai prodotti dei paesi economicamente meno sviluppati, che altrimenti non avrebbero accesso ai canali del mercato tradizionale, creando delle vie alternative che evitino gli intermediari e diano luogo a forme di sviluppo economicamente, socialmente ed ecologicamente sostenibile. Ponendo l’attenzione sul prezzo equo e sull’analisi del consumatore solidale - elementi fondamentali nel CEeS – sono state studiate le strategie di marketing proprie del CEeS, ponendo in evidenza le analogie e differenze con quelle tradizionali.

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1. IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE Introduzione Commercio equo e solidale: utopia concreta, testimonianza marginale, contraddizione insanabile tra economia ed etica? Ciò che appare troppo spesso solo come manifestazione di impegno e solidarietà nei confronti delle popolazioni del Sud del mondo, dimostra invece - appena ci si addentri nella storia e nella realtà del commercio equo (fair trade) - ben altro spessore e prospettiva. La sua identità, infatti, non deriva da una generica opzione a "favore degli ultimi" o dalla vocazione per una caritatevole attività di aiuto, cooperazione, solidarietà. Le radici del commercio equo e solidale affondano, infatti, in una peculiare visione politica delle relazioni Nord/Sud e della cooperazione internazionale, che cerca di coniugare attività a favore dei processi di liberazione e autonomia presenti nel Sud del mondo (attività tipica della cooperazione internazionale tradizionale) con la critica radicale ai rapporti economici internazionali e col valorizzare la dimensione etica e politica del consumo: trade, not aid: commercio, non aiuti. Questo slogan, che ha accompagnato la nascita del commercio equo e solidale trentacinque anni fa (tra Olanda e Svizzera), risulta tuttora valido e identifica il senso complessivo che esso si propone: contro lo squilibrio Nord/Sud e lo sfruttamento dei popoli, il fulcro dell'azione solidale deve concentrarsi non tanto nell'aumento di aiuti, quanto nella modifica degli iniqui meccanismi economici e commerciali che perpetuano le condizioni di subordine, dominazione e squilibrio di tanta parte del Sud del pianeta. L'utopia concreta di cui il CEeS è portatore consiste nel fatto che in tal modo sia possibile liberare risorse (sottraendole al profitto di chi controlla i flussi/prezzi commerciali tradizionali) a favore delle comunità di produttori del Sud, valorizzando i fattori etici e non solo quelli economici come criteri di scelta da parte dei consumatori.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Imma Ala Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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