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La responsabilità amministrativa degli enti: descrizione del D. Lgs. n. 231/2001 e analisi dei modelli preventivi adottatati nelle aziende

Informazioni tesi

  Autore: Alessio Amerighi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Maurizio Monfardini
Coautore: Gabriele Occhini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Il d.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 è stato emanato dal Governo in attuazione della legge delega 29 settembre 2000 n. 300, di ratifica ed esecuzione di alcune convenzioni internazionali. La svolta rappresentata dall’emanazione di questo decreto è relativa all’introduzione nell’ordinamento italiano di una novità estremamente rilevante: la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni.
Il vero e proprio cambiamento introdotto da questo decreto è quello relativo alla previsione di un nuovo paradigma sanzionatorio riguardante gli enti, che permette di superare l’oramai vecchia concezione della persona fisica come unica destinataria della sanzione in caso di reato compiuto nella gestione dell’ente. Con l’emanazione della nuova norma il legislatore intende punire in modo diretto, oltre alle persone che hanno concretamente commesso l’illecito, anche quei soggetti che materialmente si sono avvantaggiati dai reati commessi nel loro interesse.
Prima dell’introduzione delle nuove norme, ai soggetti giuridici si estendevano semplicemente degli obblighi di natura civile, relativi, ad esempio, al pagamento di multe o ammende nel caso in cui i soggetti autori del reato si fossero rivelati insolventi.
La principale difficoltà che impediva al concetto di responsabilità amministrativa degli enti di affermarsi nel nostro ordinamento era relativa all’inattaccabile principio societas delinquere non potest.
Il d.lgs. n. 231/2001 supera questo dogma basandosi sulla convinzione che un ente sia un centro di imputazione di interessi e rapporti giuridici, e che sia quindi punto di origine e di riferimento delle decisioni e delle azioni dei soggetti che operano per suo conto. Questa convinzione deriva soprattutto dall’evolversi del concetto di impresa, oramai riconosciuta sempre di più come mediatrice degli interessi dei soggetti che interagiscono con essa. Questa nuova definizione ha spostato l’attenzione verso delle nuove responsabilità che l’impresa ha verso la clientela, verso gli azionisti e verso tutti gli interlocutori. È proprio per questo motivo che la norma in esame istituisce una responsabilità dell’ente per i reati commessi da amministratori, dirigenti, o dipendenti nell’interesse o a vantaggio dell’ente stesso.
La responsabilità in cui incorre l’ente è definita dal decreto “amministrativa”, ma la sua natura giuridica è alquanto complessa. Per questo la relazione di accompagnamento al decreto precisa che il nuovo sistema punitivo costituisce un terzo genere “che coniuga i tratti essenziali del sistema penale e del sistema amministrativo nel contemperare le ragioni dell’efficacia preventiva con quelle ancor più ineludibili, della massima garanzia” . Concludendo si può affermare che una delle finalità di questa nuova categoria di sanzioni è quella di disincentivare i comportamenti illeciti dei singoli individui in modo più efficace di quanto possano fare le sole sanzioni individuali comminate al singolo soggetto.

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CAPITOLO I I profili sostanziali della responsabilità amministrativa degli enti Il d.lgs. n. 231/2001 è articolato in quattro capi, riguardanti quattro differenti aspetti della nuova materia. Il primo Capo inquadra la responsabilità amministrativa dell’ente e ne definisce i principi generali e i criteri di attribuzione. Inoltre individua i reati previsti dal codice penale in relazione al quale la responsabilità amministrativa insorge e descrive le varie tipologie di sanzioni previste in caso di commissione degli stessi da parte dell’ente. Molto importanti ai fini dell’analisi che intendiamo svolgere sono gli articoli, contenuti in questo capo, che riguardano i criteri di imputazione dell’ente e i modelli di gestione e organizzazione da adottare per essere esonerati dall’attribuzione di responsabilità amministrativa. La disciplina riguardante la responsabilità patrimoniale dell’ente e le vicende modificative dello stesso è contenuta nel secondo Capo del decreto. In questa parte è fissato un fondamentale principio riguardante il pagamento della sanzione pecuniaria: è stabilito che a rispondere dell’eventuale pagamento sia solamente la persona giuridica con il suo patrimonio o con il suo fondo comune. Inoltre viene disciplinata la responsabilità nel caso di operazioni di trasformazione (fusione, scissione, trasferimento d’azienda), in modo da evitare che le imprese per non incorrere nella responsabilità amministrativa utilizzino tali operazioni. Il procedimento di accertamento e di applicazione delle sanzioni amministrative è invece la materia trattata nel terzo Capo. Questo procedimento è sostanzialmente basato sulla competenza del giudice penale e sui principi del codice di procedura penale. - 6 -

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Parole chiave

comportamenti illeciti
d.lgs. n. 231/2001
modelli organizzativi
modelli preventivi
organismo di vigilanza
persone giuridiche
responsabilità amministrativa
responsabilità giuridica
societas delinquere non potest

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