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La Pet Therapy. Animal Assisted Activities and Therapy

Stiamo assistendo da qualche tempo ad un moltiplicarsi di pubblicazioni, seminari, convegni e ricerche su ciò che comunemente viene chiamato “Pet Therapy”.
Questo termine, con cui dagli anni ’60 si è iniziato a identificare l’utilizzo di animali da affezione (Pet in inglese, appunto) a fini terapeutici, è stato rinominato dagli addetti del settore con i termini di Attività o Terapie Assistite dagli Animali, ovvero AAA o AAT.
Il motivo è riconducibile alle facili incomprensioni che spesso derivano dalla traduzione in altre lingue del termine inglese.
Traducendo letteralmente le parole, infatti, si otterrebbe un significato ben diverso, ossia terapia dell’animale o comunque all’animale, vedendone quest’ultimo quindi come fruitore. Ecco dunque spiegato perché in ambito scientifico si sia preferito adottare delle terminologie sicuramente più lunghe e complesse, ma che non dessero adito a dubbi di interpretazione.

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CAPITOLO I 1.1 DEFINIZIONE In ambito medico si assiste periodicamente allo sviluppo di innumerevoli terapie cosiddette alternative, che cercano di sostituire o semplicemente affiancare quelle definite tradizionali. Omeopatia, fitoterapia, musicoterapia, agopuntura sono alcuni esempi alla portata di tutti e proprio per la loro definizione di cure dolci trovano e contano al giorno d’oggi tantissimi proseliti. La Pet Therapy tra queste è quella che sta riscuotendo un maggiore successo, grazie anche al sempre più vivo interesse non solo da parte degli specialisti ed esperti del settore, ma anche della cronaca e della stampa, supportati dal fatto che con un apposito decreto del Presidente del Consiglio del febbraio 2003 su proposta del ministro G. Sirchia, anche nel nostro Paese questa terapia è stata indicata come cura ufficiale. Il provvedimento, che recepisce il precedente accordo Stato-Regioni “sul benessere degli animali da compagnia e Pet Therapy”, si inserisce all’interno di un passaggio culturale significativo basato sempre più sulla crescente sensibilità verso il benessere degli animali e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti. Nasce inoltre dall’esigenza di sancire e garantire anche a livello giuridico, una corretta interazione tra l’uomo e gli animali da compagnia e la diffusione di una cultura di rispetto per la loro dignità. Nell’attuazione di un progetto di pet therapy, infatti, la preoccupazione di base è necessariamente quella di produrre un vantaggio per gli esseri umani coinvolti, ma senza dimenticare al tempo stesso che si vuole tutelare il benessere dell’animale e se possibile, incrementarlo. La Pet Therapy risulta quindi una metodologia innovativa, che utilizza i benefici naturalmente insiti nella relazione uomo-animale come ausilio e rinforzo 3

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Erika Cusinato Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9763 click dal 26/11/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.