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Il nuovo codice della proprietà industriale. Marchi, denominazioni di origine ed indicazioni di provenienza.

Informazioni tesi

  Autore: Stefano Pelloni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Riccardo Salomone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Per quanto concerne il coordinamento e le relazioni reciproche tra denominazioni geografiche e marchi di impresa, in sede di riordino e a seguito dell’autonomo rilievo attribuito alle indicazioni geografiche, il legislatore ha previsto all’art. 170 per i marchi del settore agro-alimentare che utilizzano denominazioni geografiche, un obbligo dell’Ufficio di trasmettere l’esemplare del marchio e ogni altra documentazione al Ministero delle politiche agricole e forestali perché esprima il proprio parere.

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INTRODUZIONE I concetti fondamentali del riassetto Il riassetto sistematico dei diritti di proprietà industriale è stato effettuato per 1 uniformare l’ordinamento italiano a quello consacrato nei TRIPs che costituiscono 2 un accordo complementare dei negoziati GATT nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Questo modello costituisce il risultato di un’evoluzione che, a partire dalla proprietà sulle creazioni intellettuali come istituto nato dalla Rivoluzione Francese, si è progressivamente consolidata, divenendo elemento essenziale di un’economia di mercato e giungendo, con l’Accordo TRIPs, ad essere un vero e proprio statuto della economia globalizzata , in quanto esso ha la funzione di convincere e di costringere tutti gli Stati che partecipano all’Organizzazione Mondiale del Commercio a garantire nei loro territori una tutela minima della proprietà industriale secondo le prescrizioni all’uopo concordate. In altri termini, il Legislatore delegato ha scelto un modello destinato, sia pure in forme diverse, a divenire il riferimento di tutte le legislazioni nazionali in un contesto come quello dell’Organizzazione Mondiale del Commercio di ampio e duraturo respiro. Sulla base dunque di questo modello, il Codice non si è limitato ad unificare dal punto di vista redazionale le 39 leggi e gli innumerevoli provvedimenti di altro tipo che, nel loro insieme, ponevano fino ad oggi la disciplina italiana della proprietà industriale, ma, pur non modificando se non nella misura strettamente necessaria le singole disposizioni che componevano la legislazione in vigore, ha ricostruito in un quadro nuovo e moderno i nessi sistematici che collegano i molteplici diritti di proprietà 1 Vedi paragrafo Cap. 2, “l’accordo TRIPs”, pag. 59 2 Il General Agreement on Tariffs and Trade (Accordo Generale sulle Tariffe ed il Commercio, meglio conosciuto come GATT) è un accordo internazionale, firmato il 30 ottobre 1947 a Ginevra (Svizzera) da 23 paesi, per stabilire le basi per un sistema multilaterale di relazioni commerciali con lo scopo di favorire la liberalizzazione del commercio mondiale. Il GATT è cresciuto, nel corso degli anni, attraverso otto diverse sessioni di negoziati (indicate col termine di “round”) per la riduzione delle tariffe doganali nonché con l’aggiunta di accordi plurilaterali tra i paesi partecipanti. Il GATT (come organizzazione) è stato sostituito, dal 1 gennaio 1995, dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization - WTO), organizzazione permanente dotata di proprie istituzioni che ha adottato i principi e gli accordi raggiunti in seno al GATT, mentre il GATT come accordo esiste ancora e, per distinguere il nuovo accordo dall’accordo originario, si parla di “GATT 1947” quando ci si riferisce all’accordo originario e di “GATT 1994” quando ci si riferisce invece all’accordo aggiornato nel 1994 a seguito dell’Uruguay Round. (www.wikipedia.org) 4

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