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Iniziativa economica privata nella Carta dei Diritti Fondamentali e marchio CE

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Le Voci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Panebianco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

La disamina dell’evoluzione storica della libertà d’iniziativa economica privata non può prescindere da quella del diritto di proprietà, giacchè l’una e l’altro si sono strettamente legati nel corso di un graduale processo che, movendo dalla loro originaria indistinzione, è giunto poi ad una progressiva differenziazione degli stessi. Nel primitivo ordinamento economico “monetario”, la proprietà costituiva il momento centrale dell’intera vita economica. Lo sviluppo dei traffici mercantili portò all’emersione storica di un autonomo concetto di attività economica che vedeva nel commercio, portatore di profitto, una potenzialità espansiva che trascendeva i limiti concettuali della proprietà. Cominciavano così ad intravedersi taluni tratti del diritto di proprietà, che troveranno sanzione giuridica solo a seguito dei grandi moti rivoluzionari dei secoli successivi.
Un passo decisivo ai fini del distacco dell'attività mercantile dal vecchio tronco dominicale è stato compiuto con l'inizio del dissolvimento pratico delle strutture politiche ed economiche del mondo agrario-artigianale. Sul piano dei princìpi politici e giuridici tale avvenimento coincide con la fondazione teorica del giusnaturalismo laico moderno, e segnatamente con il pensiero di John Locke che, più di ogni altro, ha interpretato con precisione la nuova realtà, incentrata sul trasferimento della fonte di ricchezza dalla comunità domestica all'individuo, dall'istituzione al singolo, dall'oggetto al soggetto. Il filosofo inglese auspicava un decisivo temperamento delle attribuzioni e prerogative statali, onde salvaguardare la personalità dell’individuo e il suo diritto ai frutti del proprio lavoro. Diritto, questo, che diverrà caratteristico del liberalismo inglese del Settecento, allorchè la proprietà andrà ad imporsi come mero diritto soggettivo finalizzato esclusivamente all'interesse del singolo. Siffatto sistema ha costituito, invero, l'acquisizione teorica dell’ inizio di un processo storico di importanza eccezionale, che nel volgere di pochi secoli ha effettivamente rovesciato i sistemi precedenti. Così, Adam Smith ha spostato l’accento dalla considerazione statica della proprietà come patrimonio etico-economico-politico dell'individuo a quella dinamica dell'attività commerciale. Tale distinzione tra valore d’uso e valore di scambio rappresenta il vero fondamento economico-teoretico del concetto moderno di attività produttiva, intesa come attività dell'imprenditore-commerciante ed è divenuta acquisizione compiuta della moderna scienza economica. La libertà d’impresa ha trovato riconoscimento e garanzia in Europa solo con l’avvento delle Costituzioni borghesi del XVIII secolo, che hanno consacrato la libera iniziativa economica privata, sebbene rare siano state le costituzioni che, in quel periodo, abbiano assicurato all'iniziativa o all'attività economica una tutela propria e ancor più rare quelle che ne abbiano differenziato il regime rispetto a quello della proprietà. Con il tempo si è, invece, evidenziata una configurazione totalmente autonoma dei due momenti fondamentali della vita economica, quello della proprietà e quello dell’impresa, anche sotto il profilo strutturale, il che traspare con chiarezza nell'esperienza costituzionale europea, ove sovente si rinvengono numerosi esempi di discipline giuridiche che trattano distintamente l'iniziativa e la proprietà dei privati. Un esempio in tal senso è dato dalla Costituzione italiana, la quale non soltanto distingue questi due momenti fondamentali dell'economia, ma sottopone altresì l'attività produttiva a vincoli più penetranti e qualitativamente diversi rispetto a quelli previsti nei confronti della proprietà.
Per quanto concerne la tutela comunitaria dei diritti economici dell’iniziativa.........

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5 Introduzione Scopo precipuo del presente lavoro è approntare una disamina il più possibile puntuale sull‟iniziativa economica privata, avendo riguardo, dapprima, al nuovo assetto configurato dalla Carta dei Diritti Fondamentali e, successivamente, al marchio comunitario. Il primo capitolo è interamente dedicato agli aspetti salienti dell‟iniziativa economica privata, sia dal punto di vista del diritto interno che di quello comunitario. Con il primo paragrafo si ripercorre l‟evoluzione storica della suddetta libertà, la quale procede a pari passo con quella del diritto di proprietà. L‟una e l‟altro si sono, infatti, strettamente legati nel corso di un graduale processo che, muovendo dalla loro originaria indistinzione, è giunto poi ad una progressiva differenziazione degli stessi. Con il tempo si è, infatti, evidenziata una configurazione totalmente autonoma dei due momenti fondamentali della vita economica, quello della proprietà e quello dell‟impresa, anche sotto il profilo strutturale, il che traspare con chiarezza nell'esperienza costituzionale europea, ove sovente si rinvengono numerosi esempi di discipline giuridiche che trattano distintamente l'iniziativa e la proprietà dei privati. Il secondo paragrafo è incentrato sulla tutela internazionale dell‟iniziativa economica privata, la cui tappa fondamentale è costituita dall‟entrata in vigore, nel 1976, di un importantissimo

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Parole chiave

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carta di nizza
iniziativa economi privata
libertà di stabilimento delle imprese
libertà economiche e diritti
lotta alla contraffazione
l’europa dei mercati e l’europa
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mercato unico, immigrazione e

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