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Il Parlamento Europeo: campagna elettorale per le elezioni del 2009

“Cinquant’anni dopo la firma del Trattato di Roma, l’Unione Europea continua a trasformarsi ed a riformarsi per sfruttare al meglio le occasioni che si presentano e risolvere i problemi che sorgono in campi quali la mondializzazione, l’efficacia e l’indipendenza energetica, la concorrenzialità, l’immigrazione, la sicurezza e i cambiamenti climatici. L’Unione europea di oggi è più ampia, presenta una maggiore diversità e si occupa di questioni sempre più complesse per le quali il valore aggiunto dalla dimensione europea è significativo, ma difficile da comunicare”.
Ma lo scenario che emerge da questo lavoro sulle elezioni europee del 2009 rappresenta purtroppo un forte distacco tra la dimensione istituzionale, creata dall’Unione Europea, e quella elettorale raccontata attraverso la stampa italiana.
Le motivazioni che portano a questa scissione sono molteplici: “nelle elezioni passate si potevano almeno invocare gli scarsi poteri del Parlamento Europeo per giustificare la mancata europeizzazione delle competizioni elettorali per il Parlamento. Ma oggi il raggio di azione dell’Unione si è ampliato enormemente, sia geograficamente (allargamento) sia politicamente. Le politiche nazionali dei singoli paesi non sono più decise solo all’interno ma sono determinate altrettanto e forse di più nei centri decisionali dell’Unione”.
Eppure nonostante questo, sembra proprio che i cittadini non riescano a divenire parte integrante di un sistema istituzionale molto più ampio di quello nazionale che lavora nell’interesse del popolo europeo.
L’astensionismo rappresenta in maniera sintomatica una chiara critica al sistema politico, al sistema dei media e a quello istituzionale senza dimenticare il deficit di conoscenza che permane attorno alle questioni europee.
È chiaro che tali difficoltà scaturiscano da questioni interne che prevalgono su questo marcato disinteresse dovuto, in buona parte, alla mancanza di volontà nel far interagire, tramite ogni strumento possibile, i cittadini con l’Europa.
Diversi aiuti sono stati inviati dall’Unione Europea verso gli Stati membri per la realizzazione di campagne di informazione che conducano a veri e propri dibattiti nazionali, con iniziative e programmi nel campo dell’istruzione e della gioventù per la promozione di una cittadinanza attiva in Europa.
È necessario un continuo coinvolgimento dei cittadini europei affinché questi riscoprano la fiducia, in costante calo, nei confronti di questa istituzione e fare in modo che il processo politico internazionale sia supportato da un incessante lavoro da parte delle istituzioni e di tutti i mezzi di comunicazione.
Per quanto riguarda l’Italia, come emerge da questa tesi, sono in primo luogo le istituzioni, la società civile, le parti sociali e i partiti politici a non credere all’utilità di creare una cultura e un forte interesse europeo che invece si rende necessario non solo per i giovani o per quei gruppi minoritari che non hanno possibilità di essere ascoltati, ma anche per tutti quei cittadini che, attraverso il diritto al voto, devono esprimere consapevolmente le proprie preferenze senza le influenze delle scelte politiche.

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4 Introduzione Gli avvenimenti storico - politici di questi ultimi tempi stanno profondamente condizionando il modello sociale e civile nel quale viviamo. È sempre più importante avere la capacità di comprendere i fatti della vita di tutti i giorni scanditi per noi, all‟orizzonte, dalle scelte delle tante istituzioni politiche nazionali e sovranazionali le quali devono tra loro collaborare. L‟Unione Europea “ha dovuto affrontare una gran varietà di compiti che toccano da vicino, sia pur in modi molto diversi, le vite dei cittadini. Ma la comunicazione dell‟Europa con i suoi cittadini non è riuscita a stare al passo1” e nessuno ha fatto sì che tali distanze fossero ridotte e che si potessero ricevere le info e le notizie in un mare purtroppo ormai colmo di troppi tecnicismi giornalistici, contrastanti giochi politici e rappresentazioni manipolate dei media. Un tema attuale e vasto come la campagna elettorale per le elezioni del Parlamento Europeo non è stato scelto a caso, ma con la consapevolezza di voler portare alla luce interessi e agende politiche che spesso non combaciano con lo spirito comunitario che avvolge questa grande istituzione che è l‟Unione Europea. Questa dovrebbe essere invece punto di partenza fondamentale per una coscienza democratica che coinvolga “la società civile, le parti sociali, i parlamenti nazionali e i partiti politici2” piuttosto che spinta ai margini del dibattito politico nazionale. La riflessione sull‟andamento della campagna elettorale, l‟analisi quantitativa effettuata sul confronto delle tre più importanti testate nazionali, quali “la Repubblica”, “Il Corriere della Sera” e “La Stampa”, la visibilità dei leader o delle tematiche nazionali su quelle internazionali, rappresentano 1 Commissione delle Comunità Europee, Libro Bianco su una politica Europea di comunicazione, COM(2006) 35 def. 2 Commissione delle Comunità Europee, Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, COM(2005) 494 def.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Alessandra Galli Contatta »

Composta da 92 pagine.

 

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