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La figura del disabile nella fiction italiana

Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Rutigliano
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Teoria dell'Informazione
  Relatore: Marina Villa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 146

Lo scopo che si prefigge questa ricerca è quello di verificare se e come sia cambiato in un arco temporale definito (segnatamente, negli ultimi 20 anni) il modo di proporre/rappresentare il disabile in tv, possibilmente partendo dalle ragioni che ne hanno impedito per lunghi anni una sufficiente rappresentazione ed evidenziando il rapporto esistente tra società e rappresentazione televisiva del disabile (che si presume stretto), utilizzando un medium caratteristico di questa epoca. Si vuole cioè, registrare l’evoluzione della sensibilità della tv nei confronti dei disabili a partire da un periodo significativo, che noi individuiamo nella fine degli anni ’80. Questo per svariate ragioni, in particolare per la sedimentazione o il progressivo sviluppo di alcuni fenomeni di grande importanza per la televisione italiana risalenti agli anni precedenti e soprattutto ai decenni ‘70 e ‘80: la riforma della Rai; la nascita delle tv commerciali e la fine del monopolio della televisione di Stato; la nascita dell’impero Fininvest.
Esistono poi alcuni dati statistici che dimostrano come a partire dagli anni ’90 “il tema disabilità” in tv ha cominciato ad emergere in maniera meno sporadica che in passato; in particolare anche in Italia si sono progressivamente affermati in questi anni nuovi generi di spettacolo televisivo, come l’infotainment e la fiction. E proprio sulla fiction, con la sua grande capacità di cogliere e ritrasmettere in maniera diffusa i temi dell’attualità, sarà principalmente basata la nostra ricerca.

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1.1.2. Analisi di format definiti La ricerca verrà indirizzata in particolare su un modello o “format” di programma, individuando un numero determinato di trasmissioni afferenti al modello stesso. Il modello prescelto è quello che fa riferimento al genere “fiction”. In particolare, verranno scelti un numero stabilito di programmi trasmessi dalla RAI e altrettanti trasmessi da MEDIASET. A completamento della nostra ricerca verranno analizzati, a titolo di paragone, anche alcuni programmi appartenenti ad altri generi. 1.1.3. Altri generi televisivi Come detto, la ricerca prenderà in considerazione anche altri generi televisivi e tra questi l’intrattenimento e lo sport; per questo genere si concentrerà l’attenzione su di un evento che sembrerebbe avere rappresentato una sorta di “piccolo spartiacque” nella programmazione televisiva che veda impegnate persone con disabilità: le Paralimpiadi Invernali di Torino 2006. Di questa manifestazione verranno analizzati tempi e modi di programmazione ed eventuali elementi innovativi. 1.2. IL DISABILE IN TELEVISIONE: MODALITÀ DI RAPPRESENTAZIONE 1.2.1. Disabile in televisione: rifiutato, ignorato o strumentalizzato? La televisione, mezzo di comunicazione di massa per eccellenza del XX° secolo e medium ancora potente nel XXI°, nella sua programmazione ha consentito e consente la “rappresentazione” della figura del disabile? E se sì, come? Quanto si discosta l’eventuale rappresentazione del disabile dai canoni propri degli altri soggetti rappresentati in televisione? Quanto rientra invece nelle 3 tipologie che spesso contraddistinguono il rapporto della 2

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