Skip to content

Violazione del diritto internazionale umanitario, commissioni militari e prospettive della base navale di Guantanamo

Informazioni tesi

  Autore: Alessia Fabbri
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Lingue, culture e comunicazione internazionale
  Corso: Lingue straniere per la comunicazione internazionale
  Relatore: Christian Ponti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

Onore in difesa della libertà recita l’insegna posta all’ingresso di Camp Delta, la struttura detentiva permanente che si trova all’interno della base navale statunitense di Guantanamo Bay, Cuba.
In seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti d’America, centinaia di persone sono state tenute in custodia all’interno di questa prigione in qualità di terroristi o sospettati di complicità con essi. A partire dal gennaio 2002 coloro che venivano arrestati durante il conflitto in Afghanistan furono trasferiti nella base di Guantanamo, dove trascorsero numerosi anni in attesa di un giudizio.
Molteplici questioni si rivelarono dubbie sotto diversi aspetti giuridici dal punto di vista del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. In primis le modalità di cattura e di trasferimento dei prigionieri, ma le violazioni più gravi certamente sono quelle commesse non rispettando le norme stabilite dal più importante corpus giuridico di diritto internazionale umanitario, le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, in particolare la III Convenzione concernente il trattamento dei prigionieri di guerra. L’Esecutivo statunitense si rifiutò di conferire ai detenuti lo status di prigionieri di guerra e i relativi diritti derivanti da esso, optando invece per considerarli quali combattenti nemici illegittimi, cui non garantire nemmeno il diritto di habeas corpus attraverso il quale avrebbero potuto contestare la legittimità della propria detenzione.
La violazione del diritto di habeas corpus fu una delle problematiche più discusse a causa delle opinioni contrastanti delle Corti statunitensi che si succedettero fino al 2008, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti decise che le corti federali avrebbero potuto esercitare la propria giurisdizione nel giudicare le petizioni presentate dai detenuti di Guantanamo. La base militare, infatti, fu scelta come struttura detentiva in quanto situata all’esterno del territorio statunitense: la zona in cui sorge Guantanamo fu affittata dagli Stati Uniti nel 1898, la sovranità dell’area risultava essere cubana mentre la giurisdizione statunitense. Di questo si fece forte il Governo statunitense che creò delle corti ad hoc che giudicassero i prigionieri: le Commissioni militari furono costituite attraverso un’ordinanza militare emanata nel novembre 2001. Tali Commissioni furono utilizzate in violazione di importanti norme, quali il diritto dell’imputato di avere l’assistenza di un legale di sua elezione, il diritto di accedere alle prove contro di sé o il diritto ad essere presente durante tutte le fasi del processo.
A seguito di una sentenza fondamentale emanata dalla Corte Suprema nel giugno 2006, l’amministrazione Bush promulgò il Military Commission Act, attraverso il quale venne conferita alle Commissioni militari la giurisdizione esclusiva sugli alien unlawful enemy combatants. Le direttive riguardanti la costituzione e il funzionamento delle Commissioni continuarono però a violare numerose norme internazionali, prima tra tutte il diritto dell’imputato di essere sottoposto al giudizio di una corte imparziale e indipendente, cosa che le Commissioni militari presiedute da giudici militari scelti dal Governo non potevano garantire.
Nel corso di questo elaborato si è cercato di individuare gli errori commessi dal Governo statunitense durante la cosiddetta war on terror, dando maggior rilievo agli aspetti concernenti il diritto internazionale umanitario e le norme sui diritti umani.
Nel primo capitolo si propone un'analisi generale sulla storia della base di Guantanamo a partire dal momento della sua acquisizione da parte degli Stati Uniti fino agli sviluppi avvenuti nel periodo immediatamente successivo agli attacchi terroristici al World Trade Center e al Pentagono, quando venne deciso di trasformare la base navale in un centro di detenzione.
Nel secondo si sono analizzate più nel concreto le violazioni del diritto internazionale perpetrate dagli Stati Uniti, nonostante i numerosi richiami della comunità mondiale e degli organi preposti al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale: dalle violazioni del diritto umanitario alle violazioni dei diritti umani.
Nell’ultimo capitolo si è approfondito lo sviluppo della situazione successiva all’emanazione del Military Commission Act del 2006, indicandone i contrasti con il diritto internazionale. Per ultimo, si è proposta un’analisi relativa alle possibili alternative alle Commissioni militari, quali l’utilizzo delle Corti federali statunitensi, le Corti civili di altre Nazioni o i Tribunali internazionali.
Nella conclusione si è trattato dell’aspetto odierno e delle prospettive del carcere di Guantanamo, la cui chiusura, tanto richiesta dalla comunità internazionale, sembra finalmente essere voluta anche dal Governo statunitense.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
6 I. Guantanamo Bay: 1898-2001 1.1. Storia della base navale. Guantanamo Bay, la più antica base navale militare degli Stati Uniti situata al di fuori dei confini della Nazione stessa, un lembo di terra nel mezzo del mar dei Carabi adibito a prigione di presunti terroristi: questa è Guantanamo. La storia della base, iniziata nell‘aprile del 1494 con l‘approdo di Cristoforo Colombo sulla baia, vede i suoi principali sviluppi a partire dal 1898, durante la guerra ispano-americana.1 Tramite una Joint resolution, il 20 aprile 1898 gli Stati Uniti richiesero che il Governo spagnolo rinunciasse immediatamente alla propria autorità sull‘isola di Cuba, ritirando le proprie forze navali e terrestri dal territorio cubano. 2 La risoluzione autorizzava inoltre il presidente degli Stati Uniti ad utilizzare le proprie forze navali e terrestri, così come l‘intera milizia statunitense, al fine di garantire la realizzazione di quanto disposto dalla Joint resolution stessa. Infine, gli Stati Uniti declinavano ogni intenzione ad esercitare la propria sovranità, giurisdizione o controllo sull‘isola, fatta eccezione per il fine di pacificazione, affermando la propria determinazione a restituire ai cubani il Governo e il controllo della loro isola.3 L‘intento reale della potenza statunitense, lungi dall‘essere un semplice ausilio verso i cubani per sconfiggere gli spagnoli, si è dimostrato in realtà un piano ben ideato per procurarsi colonie spagnole: secondo il trattato di pace firmato a 1 C. S. SMITH, L’inferno di Guantanamo. I segreti di una prigione, i segreti di una Nazione. Roma, 2008, p.287. La guerra ispano-americana fu combattuta nel 1898 tra gli Stati Uniti e la Spagna in merito alla questione cubana. La Guerra durò solo quattro mesi, e si concluse il 12 agosto 1898 con un armistizio tramite il quale gli Stati Uniti ottennero dalla Spagna il riconoscimento dell‘indipendenza di Cuba, che diventò una sorta di protettorato Americano, la cessione agli USA di Puerto Rico e dell‘isola di Guam e l‘accettazione dell‘occupazione di Manila nelle Filippine. 2 Joint Resolution of April 20, 1898, 30 Stat. L. 738. 3 Ibidem.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

11 settembre
afghanistan
combattenti illegittimi
commissioni militari
convenzioni di ginevra
guantanamo
habeas corpus
military commission act
military order
terrorismo
unlawful enemy combatants
war on terror
world trade center

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi