Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La tua guida per la terapia anticoagulante orale

La terapia anticoagulante orale, entrata anche nel linguaggio corrente con l’acronimo TAO, costituisce un trattamento di grande e crescente importanza per la cura e la prevenzione delle malattie tromboemboliche. Per alcune situazioni cliniche cardiopatiche risulta essere una cura salvavita indispensabile e non sostituibile, una vera e propria terapia cronica. Nell’assistenza complessiva al paziente cronico sta emergendo e va sempre più valorizzandosi il ruolo professionale dell’infermiere. Trattandosi di una figura a contatto diretto con il paziente, la sua famiglia e le figure assistenziali mediche, è a lui affidato il compito di informare sul piano terapeutico-organizzativo e di educare il paziente sul corretto comportamento sanitario. Questa attività assistenziale diventa cruciale nei confronti dei pazienti cardiopatici in terapia anticoagulante orale cronica. Sulla base dei dati presenti in letteratura, si può constatare che il trattamento anticoagulante orale a lungo termine risulta essere quello più complesso, impegnativo e pericoloso.
Obiettivo / Finalità della ricerca : Verificare le conoscenze del paziente rispetto alla corretta modalità di assunzione della terapia anticoagulante orale.
Metodologia
Strumento: questionari costituiti da risposte multiple e da qualche domanda a risposta aperta.
Campione: pazienti (uomini e donne) sottoposti a terapia anticoagulante orale, lucidi e orientati, adulti (da 18 anni in su) che accedono al Punto prelievi del Centro Emotrasfusionale. Il campione è stato scelto in modo causale (randomizzato) in base alle presenze nel Punto prelievo durante la somministrazione dei questionari.
Metodo: per raggiungere l’obiettivo prestabilito nel periodo di tre settimane sono stati somministrati 300 questionari ai pazienti sottoposti a terapia anticoagulante orale che venivano a eseguire prelievi ematici presso il Punto prelievi del Centro Emotrasfusionale. Tutti i pazienti sono stati invitati a compilare il questionario mentre erano in attesa di eseguire il prelievo ematico. I questionari, una volta raccolti, sono stati sottoposti ad elaborazione dei dati.

Mostra/Nascondi contenuto.
Capitolo 1: Terapia anticoagulante orale (TAO) La terapia anticoagulante orale è un trattamento che serve a rendere più fluido il sangue e ad evitare la formazione di coaguli (trombi) che potrebbero impedire l’afflusso di sangue nei vari organi ed apparati (Mary J.Mycek et al., 2000). E’ un trattamento di grande e crescente importanza per la cura e la prevenzione delle malattie tromboemboliche. In alcune situazioni cliniche e/o patologie cardiache si rivela una cura “salvavita” indispensabile e non sostituibile, spesso da proseguire per tutta la vita. Gli anticoagulanti orali sono farmaci a basso peso molecolare, derivati dalla cumarina (dicumarolo), rapidamente assorbiti per via orale, raggiungono il picco di concentrazione plasmatica in 90 minuti. Nel sangue si legano alle proteine (albumina) per il 97-99%, cosicché soltanto una piccola frazione di tutta la sostanza (quella libera, in equilibrio dinamico con quella legata) è farmacologicamente attiva. Gli anticoagulanti vengono metabolizzati quasi totalmente nel fegato, mentre i loro metaboliti vengono escreti nelle urine e nelle feci. A parità di condizioni biologiche e cliniche gli effetti degli anticoagulanti sono proporzionali alla dose di farmaco assunta. Gli anticoagulanti orali agiscono bloccando negli epatociti la riduzione della vitamina k, mediante inibizione competitiva dell’enzima epossido-reduttasi, quindi impedendo la carbossilazione dei fattori II-VII- IX-X della coagulazione. Gli anticoagulanti orali non hanno effetto sui trombi già formati, in quanto sono sprovvisti di attività fibrinolitica, ma prevengono l’estensione del trombo e la sua possibile embolizzazione. L’esame di laboratorio usato per il controllo del processo coagulativo è il dosaggio dell’attività protrombinica.(AP) Il tempo di protombina (PT, dall'inglese Prothrombin Time) è un' analisi del sangue in grado di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina, sensibile alla carenza dei fattori che dipendono per la loro sintesi dalla vitamina K (fattori VII, IX,X,II). 5

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Iryna Zayats Contatta »

Composta da 50 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5411 click dal 01/12/2010.

 

Consultata integralmente 10 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.