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I farmaci soggetti a prescrizione medica sui giornali: analisi della comunicazione attuale e prospettive future

Lo scopo di questo lavoro era verificare come i giornali comunicano notizie riguardanti farmaci soggetti a prescrizione medica in risposta alla normativa vigente sui farmaci per uso umano che ne vieta ogni forma di pubblicità e ne limita l’informazione ai contesti che non possono favorire il consumo del prodotto. Su quest’ultima clausola di fatto si gioca la libertà del comunicatore, che non può citare il nome commerciale del farmaco se il contesto della comunicazione è potenzialmente pubblicitario; altrimenti può riferirsi al farmaco soltanto con il nome del principio attivo in esso contenuto. Si è applicata la teoria dei frame, contesti comunicativi in grado di influenzare la percezione del lettore, suddividendo inizialmente la comunicazione (46 articoli pubblicati dall’1 Gennaio 2000 al 30 Settembre 2010 su ‘Corriere della Sera’, ‘La Repubblica’ e ‘La Stampa’) in tre frame basati sulla tipologia di testo (‘politica’, cronaca’, ‘ricerca’). Si sono individuati gli articoli che citano il nome commerciale del farmaco e quelli che scrivono solo il principio attivo e parallelamente si è valutata la visione del pezzo in base alla positività/negativa nei confronti del farmaco oggetto della comunicazione. Si è dimostrato che è l’impostazione, se positiva o non, a determinare il comportamento nei confronti dell’informazione sui farmaci soggetti a prescrizione: una visione positiva del farmaco rende il contesto potenzialmente pubblicitario e quindi vietata la citazione del nome commerciale (infatti in contesto positivo nessun articolo cita il nome commerciale del farmaco soggetto a prescrizione). Come frame definitivi dunque, quelli che influenzano la percezione del lettore, sono stati alla fine individuati solo quelli riguardanti l’impostazione del testo, quindi ‘visione positiva’ e ‘visione negativa o neutrale’ .
È stato anche osservato come l’introduzione della normativa in Italia, avvenuta con la ratifica della legislazione europea nel 2006, non abbia modificato l’atteggiamento comunicativo dei testi, indicando che la nuova legge non ha alterato in modo sensibile le norme precedenti in vigore, almeno per quanto riguarda pubblicità e informazione. L’attuale normativa è inoltre oggetto di proposte di modifica, che non riguardano tuttavia la parte relativa all’informazione mediatica, ma solo l’informazione diretta al cittadino da parte delle aziende produttrice, oggi del tutto vietata. Il 4 Ottobre di quest’anno, però, è già arrivato un primo stop da parte del Parlamento Europeo, quindi non sappiamo se questa proposta diventerà o meno legge.
Si conclude dunque che la teoria dei frame è un valido strumento per l’interpretazione delle comunicazioni di massa, e che, nel caso specifico oggetto di questo studio, la scelta del frame determina il rispetto di una normativa riguardante la comunicazione stessa.

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INTRODUZIONE Si intende per “pubblicità dei medicinali” qualsiasi azione di informazione, di ricerca della clientela o di incitamento, intesa a promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita o il consumo di medicinali. Con queste parole inizia la parte relativa alla pubblicità della direttiva 2001/83/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, di cui si parlerà diffusamente nel capitolo successivo. In Italia i medicinali sono classificati come riportato in Tabella 1. Le norme relative alla pubblicità si diversificano in base a questa classificazione, pertanto la discriminante è sostanzialmente l‟obbligo della ricetta medica, che condiziona la possibilità o meno di effettuare promozioni al pubblico. FASCIA CARATTERISTICHE rimborsabili totalmente o parzialmente dal Servizio Sanitario Nazionale A tutti commercializzabili previa ricetta medica a totale carico del paziente C non tutti commercializzabili previa ricetta medica di esclusivo uso ospedaliero H non commercializzabili al vasto pubblico Tabella 1 Classificazione dei farmaci I farmaci non soggetti a prescrizione medica sono poi di due tipi: • SOP: (senza obbligo di prescrizione) ovvero farmaci che il farmacista può consigliare per la cura di patologie minori • OTC: (dall‟inglese over the counter, sopra il banco) ovvero farmaci da banco o di automedicazione che possono essere richiesti direttamente dal paziente La pubblicità diretta al consumatore, DTCA (Direct To Consumer Advertising) a mezzo mass- media è attualmente ammessa solo negli USA e in Nuova Zelanda. La prima pubblicità di un farmaco apparve sul Reader's Digest nel 1981. Nel 1985, la Food and Drug Administration (FDA) permise la promozione diretta al consumatore a condizione che essa fosse equilibrata e aperta. I sostenitori della pubblicità diretta al consumatore citano una ottimistica lista di potenziali benefici 4

Tesi di Master

Autore: Roberta De Carolis Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 832 click dal 03/12/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.