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Il ruolo della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America nella protezione dei diritti e delle libertà fondamentali durante periodi di crisi

Il Ventunesimo Secolo si è aperto con una fase nuova dell’assetto geopolitico e dell’evoluzione giuridica mondiale. Nuovi sono i problemi, nuovi gli interessi, nuovi i principali attori, ma la dotazione degli strumenti giuridici a disposizione nei vari ordinamenti sembra sempre rimanere un passo indietro rispetto alle mutate esigenze. Ecco allora l’opportunità di individuare quegli istituti che, sebbene retrodatino la propria origine ad epoche diverse da questa, hanno dimostrato, negli anni, una efficacia ed una utilità essenziali alla preservazione dell’ordinamento costituito. Tale, senza dubbio, si è rivelato l’istituto di “judicial review” (o revisione giudiziale), ideato circa duecento anni fa e adottato progressivamente da un gran numero di paesi. L’ispirazione per questa tesi è venuta da una riflessione sul valore intrinseco di tale istituto, nonché sull’uso che gli uomini hanno fatto e fanno di questo strumento di straordinaria efficacia. Riflessione che si è imposta dopo uno studio comparativo dei vari ordinamenti costituzionali adottati storicamente nel mondo. L’attenzione si è spontaneamente orientata verso quei paesi che per primi hanno riflettuto sull’opportunità di costruire una reale democrazia sulla base di un’ idea di “governo limitato” o, in altre parole, sottoposto ad un potere che ne circoscriva la discrezionalità. Inevitabile, quindi, è stato l’approfondimento dell’oggetto di questa ricerca negli Stati Uniti d’America.
Una logica diacronica e sincronica ha mosso quest’analisi, attraverso la giurisprudenza costituzionale statunitense, alla ricerca di un percorso che consentisse di valutare, con un certo grado di oggettività, il ruolo svolto dalla Corte Suprema nella difesa delle garanzie fondamentali durante i principali periodi di crisi.

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Tesi di Laurea Magistrale in Giurisprudenza di Alessandro Martinuzzi 1  INTRODUZIONE - La Fase Costituzionale dei Neo- Stati Uniti d’America. Il Ventunesimo Secolo si è aperto con una fase nuova dell’assetto geopolitico e dell’evoluzione giuridica mondiale. Nuovi sono i problemi, nuovi gli interessi, nuovi i principali attori, ma la dotazione degli strumenti giuridici a disposizione nei vari ordinamenti sembra sempre rimanere un passo indietro rispetto alle mutate esigenze. Ecco allora l’opportunità di individuare quegli istituti che, sebbene retrodatino la propria origine ad epoche diverse da questa, hanno dimostrato, negli anni, una efficacia ed una utilità essenziali alla preservazione dell’ordinamento costituito. Tale, senza dubbio, si è rivelato l’istituto di “judicial review” (o revisione giudiziale), ideato circa duecento anni fa e adottato progressivamente da un gran numero di paesi. L’ispirazione per questa tesi è venuta da una riflessione sul valore intrinseco di tale istituto, nonché sull’uso che gli uomini hanno fatto e fanno di questo strumento di straordinaria efficacia. Riflessione che si è imposta dopo uno studio comparativo dei vari ordinamenti costituzionali adottati storicamente nel mondo. L’attenzione si è spontaneamente orientata verso quei paesi che per primi hanno riflettuto sull’opportunità di costruire una reale democrazia sulla base di un’ idea di “governo limitato” o, in altre parole, sottoposto ad un potere che ne circoscriva la discrezionalità. Inevitabile, quindi, è stato l’approfondimento dell’oggetto di questa ricerca negli Stati Uniti d’America. La grande attenzione che gli Americani dedicano alle questioni costituzionali ha rivelato un terreno fertile per l’indagine, dove si scontrano le contrapposte tendenze di un paese che, sebbene primo al mondo a dotarsi di una costituzione scritta marcatamente garantista, è stato negli ultimi anni oggetto di forti critiche da parte dell’opinione pubblica globale a causa di supposte violazioni di diritti umani e di libertà fondamentali. Il testo redatto dai costituenti nel 1787 rappresenta il risultato di un

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandro Martinuzzi Contatta »

Composta da 304 pagine.

 

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