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La criminalità minorile e la carriera criminale: quali interventi di prevenzione

La tesi consiste, in primo luogo, nell'analisi del significato della devianza in generale e della criminalità minorile in particolare, prensentando le principali teorie esplicative delle stesse antecedenti alla rivoluzione epistemologica avvenuta negli anni '60 e mettendo in risalto le innovative ricerche compiute dai teorici dell'interazionismo e del naturalismo in quel decennio. Viene, inoltre, presentata la teoria elaborata di recente dallo studioso Gaetano De Leo e dal suo gruppo di ricerca. In secondo luogo, vengono presi in considerazione gli studi sulle carriere criminali e le loro considerazioni per quanto riguarda il ruolo svolto in esse dal carcere-penitenziario. Infine, si sottolinea come tali studi abbiano radicalmente modificato il modello di prevenzione del fenomeno criminale favorendo l'emergere di interventi di tipo promozionale. In quest'ultimo ambito viene presentato un progetto triennale di prevenzione-promozione che si è realizzato nella città di Forlì.

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PREFAZIONE “nullum bonum perfecte noscitur, quod non perfecte amatur” (“nessun bene è conosciuto perfettamente se non lo si ama perfettamente” Sant‟Agostino, Ottantatre questioni diverse, 35,2). Premetto che, dopo aver scritto quest‟opera, mi sento ancora più a disagio quando mi trovo in compagnia di persone cosiddette “perbene” che si scandalizzano e, prontamente, condannano le azioni delittuose commesse da minori comunicate, nonché generalmente distorte, dai mass-media. Mi sento come un‟iniziata alla conoscenza della criminalità minorile che, tuttavia, non ha il coraggio di esporsi pubblicamente perché teme di essere additata fra coloro che prendono le difese di quei “delinquenti”. E‟ per questo che devo chiarire che, come hanno scritto gli inglesi Marsh, Rosser e Harré nel saggio Le regole del disordine, tentare di comprendere il significato della devianza di certi giovani non significa affatto giustificarli: “non è nostro compito giustificare o 1 condannare taluni comportamenti; ci sforziamo semplicemente di renderli intelligibili”. Tuttavia, a 2 mio giudizio, per “renderli intelligibili”, come sosteneva Matza a suo tempo, occorre “rivalutare”, cioè apprezzare, accogliere, condividere, simpatizzare, compatire il soggetto studiato, farsi prossimi, sentire ciò che egli sente, fino, aggiungerei io, ad amarlo per quello che è. Per questa ragione ho scelto, come citazione iniziale del mio scritto, la frase di Sant‟Agostino. Nel sostenere un simile atteggiamento mi sento un po‟ colpevole perché complice di chi “devia”, ma ritengo che nel guadagno della conoscenza questo sia un prezzo che valga la pena pagare. La mia tesi è suddivisa in tre capitoli che fanno riferimento agli argomenti di cui si compone il titolo: la criminalità minorile, le “carriere criminali” ed, infine, gli interventi di prevenzione della prima. In tutte e tre le parti l‟avvio è rappresentato da una o più definizioni dei concetti usati. Riguardo al primo tema, sono partita dalla distinzione fra “devianza” e “delinquenza/criminalità” mettendo in evidenza, anche se ciò potrebbe suscitare scandalo a livello di pensiero comune, il carattere necessariamente relativo dei due concetti, cioè la loro dipendenza dall‟esistenza di una “norma”. E‟ per questo motivo che ho preso in considerazione il nostro Codice penale, ossia il sistema di norme valido, in gran parte, anche per i minori e in riferimento al quale vengono sanciti i reati e le pene corrispondenti. Un principio importante di tale sistema per la 1 MARSH P., ROSSER E., HARRÉ R., Le regole del disordine, Giuffrè editore, Milano, 1984, p. 104. 2 MATZA D., Come si diventa devianti, il Mulino edizioni, Bologna, 1976, p. 35. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Valentina Milandri Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.