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Finanza comportamentale e la valutazione del prezzo delle opzioni

La tesi è articolata in quattro capitoli. Nel primo capitolo è spiegato come il nostro sistema cognitivo acquisisce ed elabora le informazioni provenienti dal mondo esterno, e tratta gli errori commessi dagli individui nella stima delle probabilità degli eventi futuri dovuti a una percezione distorta delle probabilità oggettive. Nel secondo capitolo vengono esaminate e messe a confronto la teoria dell'utilità attesa e la Teoria del Prospetto ed è illustrato brevemente il Mental Accounting, un altro modello comportamentale proposto da Richard H. Thaler. Il terzo capitolo ha per oggetto l'equity premium puzzle, l'influenza dei fattori psicologici sull'esercizio delle stock option ed un modello per il calcolo del prezzo teorico delle opzioni call proposto da Christian Wolff, Cokki Verluis, Thorsten Lehert che si rifà alla Teoria del Prospetto nella versione Cumulativa proposta da Kahneman e Tversky.
Nel quarto e ultimo capitolo viene verificata la validità del modello di Wolff, Verluis e Lehert usando come sottostanti alcuni titoli del mercato italiano.

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Introduzione La finanza comportamentale nasce come risposta alle anomalie che si riscon- trano quotidianamente nei mercati finanziari. È una teoria descrittiva che fa uso dei principi della psicologia cognitiva e di studi di natura sperimentale per interpretare e spiegare i comportamenti degli operatori finanziari. Questo filone di ricerca sostiene che l'analisi dei mercati finanziari, attraverso la teoria finanziaria classica, sia incompleta e poco esaustiva, perché non è in grado di spiegare alcuni comportamenti assunti dagli agenti economici nei mercati finanziari. Il modello teorico su cui si fonda la teoria finanziaria classica è la teoria nor- mativa della decisione, che trova i suoi fondamenti nell'opera di Von Neumann e Morgnestern denominata: Theory of Games and Economic Behavior. La teoria normativa della decisione basa la propria struttura sulla teoria dell'utilità attesa, la quale presuppone che gli individui siano perfettamente razionali, abbiano sempre delle preferenze coerenti a un predeterminato siste- ma di assiomi e siano in grado di utilizzare tali preferenze in maniera siste- matica per massimizzare l'utilità attesa. Alcuni studiosi di finanza comportamentale, attraverso studi di mercato ed esperimenti creati ad hoc in laboratorio, hanno rilevato che gli individui commettono sistematicamente errori di ragionamento e di preferenze, non rispettando così il principio economico della massimizzazione dell'utilità at- tesa nelle scelte. Questo perché l'individuo normale spesso non opera in modo razionale, ma è continuamente influenzate da fattori emotivi e percettivi. Gli studi di finanza comportamentale cercano, quindi, di fornire una spie- gazione di taglio psicologico ad alcuni fenomeni di natura finanziaria, che sono incomprensibili alla luce della teoria finanziaria classica, come ad esem- pio la bassa partecipazione al mercato finanziario, l'errata percezione del- la relazione rischio/rendimento, il disposiction effect, l'elevato turn-over dei titoli in portafoglio, l'equity premium puzzle, ecc. Inoltre, tali studi sono utili perché consentono agli operatori finanziari di individuare gli errori comportamentali che stanno alla base dei fenomeni ap- 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Michele Grespan Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.