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Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere: potenzialità e limiti nell’ottica dello Sviluppo Sostenibile

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Lucchinelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Territorio e dell'Ambiente
  Relatore: Giovanni Balestrieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

Lo sai che c’è un posto dove la bellezza ti affascina tutto l’anno? In estate con le sue meravigliose spiagge e le gite in barca a vela mentre l’inverno ti rapisce con i suoi paesaggi suggestivi e i meravigliosi sentieri che si snodano tra il verde e le rocce? Tanti sport per non annoiarsi mai e non solo!!! Dalla ricerca della vita sottomarina alla scalata delle rocce più alte in zona Muzzerone, dalle camminate sui sentieri del Parco Naturale Regionale di Porto Venere alla pace che ti offre l’isola Palmaria e che ti addolcisce con il suo prelibato miele e vino e tanto altro ancora. E lo sapevi che proprio in questa terra ricca di storia e di avventura visse il grande santo protettore dei fari e dei fanalisti d’Italia? Proprio da Porto Venere, terra baciata dal mare, si respira Storia e cultura, dall’uomo primitivo alle Repubbliche marinare, poi il sogno del Governo piemontese e la creazione del Parco Regionale nel 2001.

Tutto questo esiste; per saperne di più puoi leggere la mia tesi di laurea triennale intitolata “Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere: potenzialità e limiti nell’ottica dello Sviluppo Sostenibile”.

Nella prima parte si presenta il Parco Naturale Regionale di Porto Venere e l’Area di tutela marina locale nei loro molteplici aspetti:

- storico-artistico (dall’epoca preistorica all’attuale recupero del patrimonio difensivo)
- naturalistico (dalla descrizione dei diversi ambienti alla scoperta delle specie animali e vegetali più curiose)
- delle produzioni tipiche (dal marmo all’ampio ambito enogastronomico)

In seguito si illustrano le attuali forme sostenibili di sviluppo di tale patrimonio: sai che cos’è l’inanellamento dei volatili migratori? Sai che puoi andare a cercare i pesci più curiosi con le barche attrezzate e con la collaborazione di specialisti nel settore?
Hai mai assaggiato le cozze e visto il marmo portoro della ridente isola Palmaria e della sua terra limitrofa?

Per concludere il percorso, ho cercato quali siano le reali attrattive e potenzialità nell’ottica dello Sviluppo Sostenibile con particolare riferimento alla festa del cinquantesimo anniversario del rientro del teschio di S. Venerio. Infatti, il progetto che ho preparato per questa importante occasione coinvolte tutti gli aspetti del parco: dal turismo religioso a quello enogastronomico, dal trekking all’arte ed altro ancora che puoi trovare meglio descritto nel mio testo: BUONA LETTURA!!!

“Case simili a torri costruite l’una a ridosso dell’altra, serrate a cingere un promontorio sovrastato da un imponente Castello, ed al limite estremo una Chiesa che pare erigersi in un millenario instabile equilibrio sulla roccia protesa verso il mare aperto. Così appare Porto Venere, luminoso al mattino mentre il sole che sorge ne esalta i colori, dal blu del mare, al verde degli orti, ai pastelli che caratterizzano le facciate e poi diafano al tramonto, quando sulla roccia grigia si riflettono i riverberi rosati delle Alpi Apuane.”

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    “A quelli che giungono dal mare appare nel lido il porto di Venere e qui - nei colli che ammanta l’ulivo è fama che anche Minerva scordasse per tanta dolcezza Atene - sua patria...". Con questi versi Petrarca, nel 1338, celebrava Porto Venere, ancor oggi considerato "il miracolo panoramico" del golfo della Spezia. ancora oggi conosciuto come uno dei luoghi piø suggestivi, non solo della Liguria, ma d'Italia. Case simili a torri costruite l’una a ridosso dell’altra, serrate a cingere un promontorio sovrastato da un imponente Castello, ed al limite estremo una Chiesa che pare erigersi in un millenario instabile equilibrio sulla roccia protesa verso il mare aperto. Così appare Porto Venere, luminoso al mattino mentre il sole che sorge ne esalta i colori, dal blu del mare, al verde degli orti, ai pastelli che caratterizzano le facciate e poi diafano al tramonto, quando sulla roccia grigia si riflettono i riverberi rosati delle Alpi Apuane. Arrivare a Porto Venere, sia via terra, ma soprattutto dal mare, suscita una emozione sempre nuova e questo scenario naturale di incomparabile bellezza affascinò, già quasi 2000 anni or sono, anche gli equipaggi delle triremi romane che sulla rotta verso la Gallia e la Spagna facevano sosta nella stazione navale denominata “Portus Veneris”. Questa particolare configurazione del borgo e la graziosa chiesetta di San Pietro arrampicata sulla cima del promontorio roccioso a picco sul mare, circondate dalla bellezza del mare e da una natura incontaminata di indiscutibile bellezza, hanno da sempre affascinato poeti, artisti e viaggiatori. Inoltre, la zona di Porto Venere assume grande rilievo anche dal punto di vista scientifico, perchØ fu teatro di importanti sperimentazioni e di ricerche di grande interesse. Infatti, già dalla seconda metà del 700, questa zona fu scelta dal naturalista spezzino Lazzaro Spallanzani come base sia per le sue ricerche sugli animali marini sia per le sue importanti osservazioni ornitologiche, botaniche e geologiche. Infatti, Spallanzani ritenne Porto Venere un posto “unico in Europa" e "…adattissimo per la calma quasi continua che vi regna ad appagar le voglie degli avidi ricercatori". 4

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