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Oltre il romanzo. Alberto Moravia viaggiatore e saggista.

All’interno della tesi intitolata Oltre il romanzo. Alberto Moravia viaggiatore e saggista ho cercato di delineare la figura dello scrittore romano, tentando di farne apprezzare non soltanto la produzione romanzesca-narrativa, probabilmente più nota, ma anche quella suggestiva dei resoconti dei viaggi da Moravia compiuti e quella saggistica.
Nel primo capitolo, ho iniziato sottolineando la particolare genesi de Gli indifferenti, decisiva per comprendere tutta la produzione moraviana. A tale riguardo ho chiarito i motivi sottesi all’atteggiamento antiborghesi del borghese Moravia. Ho tentato di accennare a tutti i romanzi pubblicati, individuando in alcuni di essi gli elementi, i personaggi e le situazioni riprese proprio dall’opera d’esordio del ’29. Ho fatto spesso riferimento alla vicenda personale di Moravia, la quale, evidentemente, ha influito profondamente sulla sua produzione artistica. In particolare, nella prima parte della tesi, ho dedicato alcune pagine al rapporto dello scrittore con la dittatura fascista, riportando stralci delle missive inviate a Mussolini e Ciano. In seguito, dopo aver fatto cenno alle difficoltà anche personali – Moravia era ebreo di padre - nel periodo della seconda guerra mondiale, ho approfondito la stagione del neorealismo moraviano, attraverso i romanzi del dopoguerra. Da qui, inoltre, ho reso noto il punto di vista moraviano rispetto al ’68 ed al movimento femminista. A tal proposito ho dedicato attenzione alla “donna moraviana” che, in stretta relazione con il tema del sesso, compare nelle varie opere. Ho, infine, fatto riferimento all’esperienza teatrale e cinematografica del romanziere, senza omettere quella politica.
Nella seconda parte della tesi ho ripercorso la stagione dei viaggi di Alberto Moravia, di cui avevo accennato già nella prima sezione, proponendone una interpretazione anche di carattere sinestetico. A questo riguardo, peraltro, ho focalizzato il rapporto d’amicizia tra Moravia e Pasolini.
Nell’ultima parte della tesi ho approfondito la produzione saggistica moraviana. Per prima ho analizzato la critica letteraria ed artistica, dando conto dei giudizi espressi da Moravia rispetto ai letterati dialettali, quali Porta e Belli, e ai romanzieri più noti, quali Pirandello e Svevo.
In secondo luogo ho relazionato sulla critica moraviana nei riguardi della società moderna. In particolare, nell’ultimo paragrafo, ho argomentato riguardo al saggio L’uomo come fine nel quale Moravia parla di “nullismo delle arti” nella società moderna e propone un nuovo umanesimo.

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2 PARTE PRIMA: La vita e le opere di Alberto Moravia 1907 – 1929: Le malattie e l’indifferenza di Alberto Moravia Al fine di avviare una opportuna analisi della produzione saggistica di Alberto Moravia (Roma, 28 novembre 1907 – Roma, 26 settembre 1990), appare opportuno partire dall‟opera più celebre, e la prima in ordine cronologico, dello scrittore romano: il romanzo Gli indifferenti (Alpes, 1929). Cominciai Gli indifferenti senza alcun piano preciso né sul significato e i fini dell‟opera che intendevo scrivere, né sulla trama, né sui personaggi, né sull‟ambiente. Cominciai e poi proseguii perché per la prima volta presi gusto a scrivere. Fin‟allora non avevo che faticato. […] In altre parole, all‟inizio del lavoro, fui spinto a continuare non da una volontà pratica, bensì da un senso di ritmo che per la prima volta si inseriva nelle parole e ne regolava la disposizione. […] Ero partito senza idee contenutistiche ma non senza alcuni schemi letterari. Durante molti anni avevo letto moltissimi romanzi e opere teatrali. Mi ero convinto che l‟apice dell‟arte fosse la tragedia. D‟altra parte mi sentivo più attratto dalla composizione romanzesca che da quella teatrale. Così mi ero messo in mente di scrivere un romanzo che avesse al tempo stesso le qualità di un‟opera narrativa e quelle di un dramma. Un romanzo in cui non ci fossero che il dialogo e gli sfondi e nel quale tutti i commenti, le analisi e gli interventi dell‟autore fossero accuratamente aboliti in una perfetta oggettività1. Una rievocazione, questa, operata dallo stesso Moravia, il quale inizia a scrivere il suo primo romanzo nel 1925, durante la fase di convalescenza in seguito alla tubercolosi ossea che lo colpisce giovanissimo nel 1916. Quelle 1 A. Moravia, Ricordo de Gli indifferenti in L‟uomo come fine e altri saggi, Milano, Bompiani, 1964, p. 62.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Massimo Galanto Contatta »

Composta da 72 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.