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Esperimenti di rappresentazione virtuale per la fruizione degli itinerari museali. Il quadro come ipertesto visivo

Informazioni tesi

  Autore: Federica Marrone
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Gianmarco Girgenti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

Questo lavoro nasce da una scoperta: il quadro "Veduta del distretto parrocchiale dell'Albergheria", esposto in un museo di Palermo ma del tutto privo di un’opportuna valorizzazione.
Accanto ad esso, le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e la loro recente applicazione alle risorse museali per una migliore fruizione del patrimonio artistico: la multimedialità intesa come un valore aggiunto che può facilitarne la comunicazione e la comprensione.
Una fra le tecnologie usate per questo scopo è la realtà aumentata: un mezzo di rappresentazione virtuale che aggiunge informazioni simulate alla visione del mondo reale, visualizzabili mediante appositi dispositivi.
Molti musei palermitani, seguendo l’esempio di altre città europee, dovrebbero usufruire di questa tecnologia, per arricchire i propri itinerari espositivi e presentarsi al pubblico riuniti in una rete virtuale, un sito web che connette diverse strutture espositive.
Tra questi è stato scelto come caso studio il Museo Diocesano all’interno del quale è custodita la grande tela, che raffigura un frammento del centro storico di Palermo del 1749; la diversa configurazione della città e il confronto con quella presente possono offrire molti spunti di riflessione ed approfondimento multidisciplinari.
Dopo una prima fase di rilievo mediante la fotografia digitale, lo studio dei documenti storico-artistici e il rilievo dell'esistente è stato possibile costruire il modello 3D del quartiere, usando come strumento di controllo la carta tecnica del centro storico e il software Google Earth: essi hanno consentito di riferire il modello alle quote reali del terreno, leggendone correttamente l'andamento altimetrico. Tutto il materiale prodotto è stato quindi utilizzato per effettuare una nuova lettura del quadro e proporne la trasformazione in "ipertesto visivo" .
Grazie alla tecnologia e all'uso di questo sistema di lettura, il pubblico ha la possibilità di accedere agli innumerevoli contenuti che l'opera propone, esplorandola in maniera immersiva, come non sarebbe altrimenti possibile nella realtà.
Tutti gli elementi del quadro sono come cartelle di files: storia, disegni modelli, immagini. A partire da essi ne sono stati selezionati alcuni da approfondire come esempi esplicativi dell'organizzazione a ipertesto: l’architettura esistente, l’architettura distrutta, le porte e le mura, il tessuto viario scomparso.
Il progetto della tesi offre quindi un database di contenuti pronto per essere inserito in un museo dotato di tecnologie multimediali; inoltre, essendo un ipertesto, è continuamente implementabile con l'aggiunta di nuovi dati.
L'obiettivo finale è molteplice: lo studio della città, la riscoperta del tessuto esistente o scomparso, dei suoi caratteri architettonici e delle qualità storico-artistiche.
Allo stesso tempo si propone un nuovo metodo di fruizione dell'arte, partecipativo e fortemente soggettivo, che ha una grande potenzialità turistica, tale da non perdere il legame con la realtà ed il territorio e da connotarlo di nuovi significati.

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Questo lavoro nasce da una scoperta: il quadro “Veduta del distretto parrocchiale dell’Albergheria”, esposto in un museo di Palermo ma del tutto privo di un’opportuna valorizzazione. Accanto ad esso, le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e la loro recente applicazione alle risorse museali per una migliore fruizione del patrimonio artistico: la multimedialità intesa come un valore aggiunto che può facilitarne la comunicazione e la comprensione. Una fra le tecnologie usate per questo scopo è la realtà aumentata: un mezzo di rappresentazione virtuale che aggiunge informazioni simulate alla visione del mondo reale, visualizzabili mediante appositi dispositivi. Molti musei palermitani, seguendo l’esempio di altre città europee, dovrebbero usufruire di questa tecnologia, per implementare i propri itinerari espositivi e presentarsi al pubblico riuniti in una rete virtuale, un sito web che connette diverse strutture espositive. Tra questi è stato scelto come caso studio il Museo Diocesano all’interno del quale è custodita la grande tela che raffigura un frammento del centro storico di Palermo del 1749; la diversa configurazione della città e il confronto con quella presente possono offrire molti spunti di riflessione ed approfondimento multidisciplinari. Dopo una prima fase di rilievo mediante la fotografia digitale, lo studio dei documenti storico-artistici e il rilievo dell'esistente è stato possibile costruire il modello 3D del quartiere, usando come strumento di controllo la carta tecnica del centro storico e il software Google Earth: essi hanno consentito di riferire il modello alle quote reali del terreno,leggendone correttamente l'andamento altimetrico. Tutto il materiale prodotto è stato quindi utilizzato per effettuare una nuova lettura del quadro e proporne la trasformazione in ipertesto visivo. Grazie alla tecnologia e all'uso di questo sistema di lettura, il pubblico ha la possibilità di accedere agli innumerevoli contenuti che l'opera propone, esplorandola in maniera immersiva, come non sarebbe altrimenti possibile nella realtà. Tutti gli elementi del quadro sono come cartelle di files: storia, disegni modelli, immagini. A partire da esso ne sono stati selezionati alcuni da approfondire come esempi esplicativi dell'organizzazione a ipertesto: l’architettura esistente, l’architettura scomparsa, le porte e le mura, il tessuto viario scomparso. Il progetto della tesi offre quindi un database di contenuti pronto per essere inserito in un museo dotato di tecnologie multimediali; inoltre, essendo un ipertesto, è continuamente implementabile con l'aggiunta di nuovi dati. L'obiettivo finale è molteplice: lo studio della città, la riscoperta del tessuto esistente o scomparso, dei suoi caratteri architettonici e delle qualità storico-artistiche. Allo stesso tempo si propone un nuovo metodo di fruizione dell'arte, partecipativo e fortemente soggettivo, che ha una grande potenzialità turistica, tale da non perdere il legame con la realtà ed il territorio e da connotarlo di nuovi significati. NOTA INTRODUTTIVA

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