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Tra risentimento ed esclusione: i ''radical right populist parties'' in Europa occidentale

Informazioni tesi

  Autore: Marco Mancini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Luciano Bardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 140

La tesi si propone di affrontare alcune questioni relative all'emergere e al consolidamento, nei sistemi politici dell'Europa occidentale, di una serie di partiti definiti attraverso l'etichetta di "radical right populist parties" (RRPP).
Nella prima parte dell’elaborato, se ne ricostruisce il profilo ideologico a partire dai concetti di "populismo" e "destra", estrema o radicale: si tratta di forze che coniugano l’ostilità nei confronti delle elites e delle intermediazioni tipiche della democrazia rappresentativa con un’interpretazione etnico-culturale del concetto di “popolo”, scarsamente compatibile con il principio pluralista tipico delle liberaldemocrazie. Da qui deriva una piattaforma programmatica nativista, centrata sul rifiuto dell’immigrazione, in particolare di quella islamica; su una politica economica protezionista e caratterizzata dal c.d. welfare chauvinism; su un rigido autoritarismo in campo sociale; su un forte euroscetticismo, parte della più generale critica nei confronti delle organizzazioni internazionali.
Nella seconda parte, vengono individuati innanzitutto i fattori strutturali che hanno favorito l’emergere di questi partiti. La fine dell’economia fordista e il processo di globalizzazione, infatti, hanno determinato condizioni politiche – crisi dello Stato e dei partiti –, sociali – alienazione e insicurezza – e culturali – riscoperta dei valori “autoritari” di fronte al multiculturalismo – in grado di agevolare l’ascesa e il consolidamento di formazioni politiche appartenenti alla famiglia dei RRPP. Questi ultimi attrarrebbero, dunque, un’ampia fascia di “perdenti della modernizzazione” (Modernisierungsverlierer): operai non qualificati o semi-qualificati, con scarso livello d’istruzione, lavoratori autonomi e imprenditori concentrati prevalentemente sul mercato domestico. I dati empirici confermano la tendenza alla proletarizzazione dell’elettorato di questi partiti, che in prevalenza risulta essere anche maschile, giovane, urbano.
La presenza di una domanda potenziale, tuttavia, non è sufficiente per spiegare il successo o meno dei RRPP nei singoli contesti nazionali: bisogna quindi analizzare anche le strutture di opportunità politiche e istituzionali che essi fronteggiano (sistemi elettorali, grado di consensualismo del sistema e suo livello di polarizzazione politica, fattori storico-culturali), oltre che l’efficacia degli stessi attori nello sfruttarle, attraverso le proprie risorse ideologiche, organizzative, di leadership.
A seguito di una presentazione di alcuni casi nazionali (Norvegia, Francia, Austria, Svizzera), che copre la terza parte dell’elaborato, diventa così possibile formulare qualche ipotesi sulla natura di queste forze, che riescono a mobilitare, attraverso il proprio discorso populista e etnocentrico, volto a suscitare una duplica dinamica di esclusione, il risentimento di ampi segmenti sociali nei confronti delle elites politiche, economiche e culturali e di alcuni aspetti del processo di globalizzazione. Vengono, infine, tratte alcune conclusioni sulla sfida rappresentata dai RRPP nei confronti dei concetti di “identità” e “democrazia” tipici delle società liberaldemocratiche.

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4 INTRODUZIONE “Radical right-wing populist parties are radical in their rejection of the established sociocultural and sociopolitical system and their advocacy of individual achievement, a free marketplace, and a drastic reduction of the role of the state. They are right-wing in their rejection of individual and social equality, in their opposition to the social integration of marginalized groups, and in their appeal to xenophobia, if not overt racism. They are populist in their instrumentalization of sentiments of anxiety and disenchantment and their appeal to the common man and his allegedly superior common sense” 1. Questo paragrafo, tratto da un pionieristico articolo di Hans-Georg Betz, costituisce uno dei primi tentativi di inquadrare il dirompente fenomeno dell’emergere, nel corso degli anni ’80, di un nuovo gruppo di partiti nei sistemi politici di diversi Paesi dell’Europa occidentale. Nel corso degli ultimi due decenni, la ricerca politologica non ha lesinato gli sforzi per tentare di definire in maniera soddisfacente questi nuovi soggetti politici: nel mare magnum delle infinite denominazioni coniate, l’appartenenza al lato destro dello spettro politico e l’utilizzo di elementi discorsivi e organizzativi di matrice populista emergono, anche se non sempre, come i tratti unificanti di tali partiti. Nel prosieguo di questo elaborato, dunque, si adotterà l’etichetta di “radical right-wing populist parties” (RRPP)2. I problemi di definizione si ripercuotono, naturalmente, sulla classificazione di questi partiti e sul loro inserimento o meno all’interno di una 1 H.G. BETZ, The new politics of resentment. Radical right-wing populist parties in Western Europe, in “Comparative Politics”, 25:4, 1993, pp. 413-4. 2 Le ragioni di tale scelta saranno approfondite nel primo capitolo.

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