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''Nel futuro della Terra c'è l'Energia dell'Uomo''. Identità, immagine e comunicazione del Gruppo Eni. Dall'eredità di Mattei alle moderne sfide della sostenibilità

L’Eni, Ente Nazionale Idrocarburi si configura sin dalla sua nascita come un’azienda diversa. A renderla tale sono stati il progetto, la visionarietà e la lungimiranza del suo fondatore, Enrico Mattei. Lo studio indaga il posizionamento di Eni oggi, dopo che il mercato energetico italiano è stato liberalizzato dai decreti Letta e Bersani. In particolare analizza l’immagine e la comunicazione dell’azienda del cane a sei zampe di fronte all’emergere di istanze sociali ed etiche in economia.
L’Eni è riuscita ad adeguarsi bene e velocemente al nuovo contesto. Grazie ad un’attenta gestione della reputazione e della comunicazione è oggi ai vertici delle classifiche che ne premiano la responsabilità sociale e la comunicazione via internet. L’azienda si presenta come compagnia leader in Italia ed Europa grazie a comunicazioni esaustive ed incisive. A queste luci, corrispondo parallele ombre. Viene analizzata l’immagine di Eni in Basilicata, territorio in cui la compagnia estrae petrolio insieme ad altre multinazionali petrolifere. Dal doppio livello di analisi emerge un quadro in cui mentre a livello nazionale ed internazionale l’immagine percepita dell’azienda è positiva, a livello locale è fortemente negativa. Non c’è integrazione tra le due immagini. Ciò vuol dire che i processi comunicativi non funzionano poi così tanto bene, che rischiano di sembrare vuoti e lontani. Ma qualcosa si può fare.

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Introduzione INTRODUZIONE Tutto è iniziato nel 2008: la caduta del valore degli immobili sul mercato americano e l‟aumento dei tassi di interesse hanno determinato diffuse situazioni di insolvenza e perdite; il livello di fiducia nei mercati si è deteriorato con effetti devastanti che si sono abbattuti sull‟economia degli intermediari finanziari e delle altre imprese in termini di restrizione del credito, perdita del valore dei titoli e dei posti di lavoro, caduta della domanda di beni e servizi, fallimenti. La crisi si è diffusa a macchia d‟olio diventando, infine, globale. Essa rivela un mondo economico completamente diverso in cui le cose non sono mutate solo a causa della crisi stessa, ma per diversi motivi e molti anni prima. Il crollo delle grandi ideologie, i fenomeni di liberalizzazione, deregolamentazione e privatizzazione delle economie di diversi Paesi, gli straordinari progressi tecnologici in particolare nelle tecnologie dell‟informazione e della comunicazione, la globalizzazione dei mercati, la delocalizzazione della produzione, la concorrenza globale, i flussi migratori hanno stravolto i tradizionali assetti geopolitici ed economici. Le aziende non sono dei sistemi a sé, esse appartengono al più largo sistema sociale e naturale. L‟aziende nascono come soggetti istituzionali per eccellenza, inserite nelle comunità, nelle città, dalle quali non possono prescindere. Le aziende hanno ed hanno sempre avuto bisogno delle comunità per vivere e poter operare. Come ci ha dimostrato anche l‟11 settembre 2001 il legame tra aziende e società è imprescindibile: quello delle Twin Towers è stato un attacco al mondo degli affari e alla società civile al tempo stesso. - 5 -

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Antonella Totaro Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.