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Autismo e Neuroni Specchio

Questa tesi tratterà la correlazione esistente tra il disturbo autistico e il funzionamento deficitario dei neuroni specchio. Infatti recenti studi hanno portato alla luce evidenze molto significative riguardo lo stretto legame tra ridotto funzionamento dei neuroni specchio e quelli che sono i deficit linguistici, dell’imitazione e del comportamento sociale, sintomi tipici nei soggetti autistici. I neuroni specchio, dunque, permettono di spiegare fisiologicamente la nostra capacità di porci in relazione con gli altri. Tali studi potrebbero aiutare a comprendere perché le persone autistiche non partecipano alla vita degli altri, non riescono a entrare in sintonia con il mondo che li circonda, non capiscono il significato dei gesti e delle azioni altrui. Queste recenti scoperte hanno aperto nuovi orizzonti anche per quello che riguarda i possibili interventi a questa patologia.

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1. L’AUTISMO L’autismo è considerato la più grave tra tutte le patologie psichiatriche dell’infanzia. Tuttavia non è da considerarsi unicamente un disturbo infantile, si tratta invece di un disturbo generalizzato dello sviluppo. Tra le varie forme di autismo rientrano la Sindrome di Asperger, la Sindrome di Rett e il Disturbo disintegrativo dell’infanzia. Per tale ragione sarebbe più corretto parlare di Disturbi dello Spettro dell’Autismo (DSA). I sintomi caratteristici consistono nel fatto che lo sviluppo sociale e comunicativo sono chiaramente anormali nei primi anni di vita e il gioco che il bambino manifesta è connotato dalla mancanza di quella flessibilità, immaginazione e finzione che si riscontrano solitamente. Questa malattia può essere accompagnata da molte anomalie biologiche, come per esempio epilessia, handicap mentale, nonché una varietà di patologie cerebrali. Inoltre non si deve guardare all’autismo come a un’istantanea, trattandosi di un disturbo che colpisce tutto lo sviluppo mentale, i sintomi appariranno necessariamente molto differenti nelle diverse età. Alcune caratteristiche si manifesteranno solo tardi, altre scompariranno con il tempo. L’autismo è una malattia che dura tutta la vita, fortunatamente a volte sembra regredire un po’ con gli anni, quando il bambino, grazie a una serie di interventi terapeutici ed educativi, ottiene dei miglioramenti e apprende varie strategie per adattarsi al mondo sociale. L’autismo è un evento tragico e raro che può colpire tutti, qualunque famiglia, all’improvviso (Frith, 2009). 1.1 Cenni storici I primi che pubblicarono, indipendentemente l’uno dall’altro, degli studi su questo disturbo furono Leo Kanner e Hans Asperger, rispettivamente nel 1943 e nel 1944. Questi due

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Valentina Lupo Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 21420 click dal 13/12/2010.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.