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Analisi preliminari per lo studio delle fosfolipasi nel “peel pitting” delle arance in post-raccolta

Informazioni tesi

  Autore: Enrico Scarpel
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Agraria
  Corso: Biotecnologie agrarie-vegetali
  Relatore: Benedetto Ruperti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

In questa tesi è stato valutato l’effetto di diversi trattamenti nel controllo del fenomeno del “peel pittig” nella conservazione post-raccolta delle arance. Il “peel pitting” è un disordine fisiologico che consiste in un imbrunimento dei tessuti del flavedo e che comporta gravi perdite economiche. Esso è dovuto all’azione incontrollata delle fosfolipasi D e A2, a loro volta regolate dall’ABA. A questo scopo sono stati messi a confronto gli effetti di trattamenti con ABA, LPE o AT (inibitori delle fosfolipasi D e A2, rispettivamente) nel controllo del peel pitting in presenza di due diversi livelli di umidità relativa (30 o 90 %) e su due Cv, Navelate e Pinalate, quest’ultima caratterizzata da una minore produzione endogena di ABA per un disturbo nella via biosintetica. I risultati hanno evidenziato che il trattamento con ABA ha riportato la Cv Pinalate a livelli di “peel pitting” comparabili a quelli riscontrati in Navelate e che i trattamenti con l’inibitore della PLD (LPE) hanno consentito in generale un migliore contenimento del fenomeno.

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1- INTRODUZIONE 1.1 Fisiopatologie post-raccolta negli agrumi. Gli agrumi possono sviluppare disordini fisiologici sulla buccia in conseguenza a stress biotici e abiotici durante la conservazione post-raccolta, che compromettono la qualità esterna del frutto diminuendone il valore commerciale. I frutti in conservazione possono essere attaccati da un gran numero di patogeni fungini necrotrofi con infezioni che, se non controllate, portano a grandi perdite sia nella quantità di frutta fresca prodotta, sia nella qualità, con conseguenti perdite economiche ingenti. Si ha perdita di prodotto durante tutti i passaggi della distribuzione, in percentuali diverse: raccolta 16%, stoccaggio 7%, trasporto 1%, manipolazioni varie 2%, grande magazzino e vendita al dettaglio 20%, per un totale del 46%. Si stima infatti che a livello mondiale si perda circa il 46% della frutta immagazzinata, causando una perdita di 4 milioni di dollari al semestre solo negli Stati Uniti. Tra i patogeni fungini più comuni per gli agrumi si ricordano Penicillium digitatum (Fig. 2), P. italicum e Alternaria alternata (Fig. 1) che attaccano gli agrumi durante la conservazione, il trasporto e la commercializzazione. Figura 1. Arancia Navelate Figura 2. Arancia Navelate Figura 3. Arancia Navelate che infetta da Alternaria alternata. infetta da Penicillium presenta danni da stress idrico digitatum. sul flavedo (“peel pitting”). Tra gli stress abiotici è interessante rivolgere l’attenzione soprattutto ai danni causati dallo stress idrico. Lo stress idrico è stato riconosciuto come principale responsabile dei danni al flavedo (parte esterna pigmentata della buccia) causando una perdita di qualità nella frutta con conseguente ricaduta economica. La ricaduta economica è rilevante per la perdita di peso della frutta e per il cattivo aspetto della buccia dovuto alla sua degenerazione. La capacità della frutta raccolta di conservare la propria freschezza si basa principalmente sulla sua capacità di ritenere l’acqua limitando la traspirazione. Agrumi sottoposti a stress idrico 5

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Parole chiave

agrumi
citrus
fosfolipasi
peel pitting
phospholypases
post-harvest
post-raccolta
stress abiotici post-raccolta
stress idrico
water stress

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