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L'euro come strumento di politica estera

Partendo dalla constatazione che l'euro è, dopo il dollaro, la seconda moneta internazionale, la tesi si propone di teorizzare un uso della moneta unica per perseguire obiettivo prettamente politici, inerenti alle variegate relazioni esterne dell'Unione europea.

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4 Sono ormai passati diciassette anni dalla firma del Trattato di Maastricht, approvazione che ha portato il processo di integrazione europea da una Comunità di Stati ad una Unione ancor più sovranazionale. Fra le tante innovazioni che questa firma ha comportato, è significativo che le più celebrate siano la nascita dell'euro e di una Politica estera e di sicurezza comune (PESC): moneta e relazioni esterne sono due dei campi (se non “i due campi”) in cui maggiormente si manifesta il carattere sovrano di uno Stato, e non potevano che essere visti, dai più accesi europeisti, come un'importante tappa in una prospettiva di integrazione sempre più federale. Spesso, d'altra parte, si ha l'impressione che l'unico legame possibile tra euro e PESC sia quello dato dalla contemporaneità delle loro genesi. Certo, entrambi i campi sono settori tradizionalmente considerati di high politics, ma al di là di questo, specie a livello istituzionale, rimangono due temi separati. L'esempio migliore si manifesta in ambito internazionale, dove la presenza di Banca centrale europea ed Eurogruppo (il Consiglio dei ministri dell'area euro) genera confusione su quale sia la “voce dell'euro”. Questa dissociazione è ancor più stridente se si considera che la nascita della moneta unica sia da imputare a tutti gli effetti da motivazioni di politica estera: l'Unione economica e monetaria (UEM), di cui l'euro è l'aspetto più significativo, è stata una sorta di “gabbia” in cui vincolare, in maniera quasi inscindibile, i paesi europei nel cammino dell'integrazione. Diversi fattori possono spiegare questo distacco. Il primo elemento è l'asimmetria tra Unione europea (UE) ed eurolandia: dal momento che la PESC coinvolge tutti i membri della prima mentre l'euro si riferisce ad una parte di essi, è inevitabile che le relative tematiche siano trattate in sedi diverse e non abbiano sovrapposizioni. Una seconda considerazione sorge dallo status istituzionale di cui gode la BCE, che ne sancisce un'indipendenza pressoché assoluta e la vincola ad un controllo dei prezzi cui subordinare ogni altro scrupolo, incluse Introduzione

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Interfacoltà Scienze politiche / Economia

Autore: Matteo Corradini Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1529 click dal 15/12/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.