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La misurazione dei costi ambientali: aspetti innovativi

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Vespucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Domenico Raucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 51

Il presente lavoro si propone di descrivere i processi di cambiamento in atto relativamente agli strumenti di costing adottati dalle imprese per misurare, con un maggior grado di attendibilità, una categoria di costi che non è più possibile sottovalutare: i costi ambientali. I sistemi di calcolo tradizionali mostrano tutti i loro limiti nella misurazione dei suddetti costi, che rimangono spesso nascosti tra i costi generali d’impresa, privi di visibilità economica. L’importanza di portare alla luce il grado di nocività dei prodotti e processi realizzati nell’azienda, si fonda non solo sull’importanza che il tema ambiente ha assunto a livello etico-morale, ma riguarda direttamente la redditività dell’attività d’impresa. Le indicazioni che provengono dal mercato, infatti, mostrano come nei consumatori stia crescendo una sensibilità “verde”, tanto che un numero sempre maggiore di essi sono disposti a pagare un sovrapprezzo per acquistare prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, e che comunque sono caratterizzati da impatti ambientali più bassi rispetto a quelli di altri prodotti presenti sul mercato. Per quanto riguarda la struttura del lavoro, nel primo capitolo è stata considerata l’evoluzione che si è verificata nelle relazioni tra l’azienda e l’ambiente naturale. Tale evoluzione ha riguardato anche la definizione di “costo ambientale”, che si è sempre più allargata per considerare anche i costi sostenuti per la prevenzione degli impatti ambientali. Sono state poi riportate alcune tra le più significative categorie di costi ambientali che, a seconda degli scopi conoscitivi dell’analisi, è possibile considerare. Il secondo e il terzo capitolo sono incentrati sull’applicabilità dei principali sistemi di calcolo alla contabilità dei costi ambientali. La rilevanza assunta da questi costi è sempre più considerevole, in quanto la consapevolezza maturata dai manager in campo ambientale ha fatto in modo che i costi ambientali fossero distinti dai costi generali, favorendo la loro quantificazione. Le difficoltà riscontrabili nella misurazione dei costi ambientali sono duplici, in quanto non solo questi risentono di peculiari incertezze in sede di imputazione, ma spesso non sono neppure agevolmente individuabili. Per tali motivi, la scelta degli strumenti di calcolo è di assoluta importanza, specialmente in funzione della valutazione e del confronto, in termini di eco-efficienza, tra diversi processi e prodotti, consentendo la scelta di quelli caratterizzati da minor impatto ambientale. E’ proprio sulle diverse metodologie adottate dalle imprese che si focalizzano questi capitoli, che analizzano le logiche di funzionamento ma soprattutto i limiti degli strumenti di costing tradizionali e i possibili vantaggi rivenienti dal più moderno sistema di calcolo, denominato Activity Based Costing.

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3 INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di descrivere i processi di cambiamento in atto relativamente agli strumenti di costing adottati dalle imprese per misurare, con un maggior grado di attendibilità, una categoria di costi che non è più possibile sottovalutare: i costi ambientali. I sistemi di calcolo tradizionali mostrano tutti i loro limiti nella misurazione dei suddetti costi, che rimangono spesso nascosti tra i costi generali d’impresa, privi di visibilità economica. L’importanza di portare alla luce il grado di nocività dei prodotti e processi realizzati nell’azienda, si fonda non solo sull’importanza che il tema ambiente ha assunto a livello etico-morale, ma riguarda direttamente la redditività dell’attività d’impresa. Le indicazioni che provengono dal mercato, infatti, mostrano come nei consumatori stia crescendo una sensibilità “verde”, tanto che un numero sempre maggiore di essi sono disposti a pagare un sovrapprezzo per acquistare prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, e che comunque sono caratterizzati da impatti ambientali più bassi rispetto a quelli di altri prodotti presenti sul mercato. Per quanto riguarda la struttura del lavoro, nel primo capitolo è stata considerata l’evoluzione che si è verificata nelle relazioni tra l’azienda e l’ambiente naturale. Tale evoluzione ha riguardato anche la definizione di “costo ambientale”, che si è sempre più allargata per considerare anche i costi sostenuti per la prevenzione degli impatti ambientali. Sono state poi riportate alcune tra le più significative categorie di costi ambientali che, a seconda degli scopi conoscitivi dell’analisi, è possibile considerare. Il secondo e il terzo capitolo sono incentrati sull’applicabilità dei principali sistemi di calcolo alla contabilità

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