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Il segno del rossetto. La figura della donna nella televisione italiana.

Informazioni tesi

  Autore: Federica Giarrizzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Marco Lombardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 72

La donna incontra ancora numerosi ostacoli per realizzare completamente le proprie aspirazioni professionali, in alcuni settori è ancora strettamente legata a stereotipi antichi e non sempre ci si relaziona a lei in maniera paritaria. È una realtà che l’opinione comune deve conoscere, una problematica per cui è necessaria una giusta sensibilizzazione. E’ necessario discutere, capire, studiare, mostrare le reali disparità che vi sono.
Non si tratta più di scendere in piazza a protestare manifestando il proprio disagio, chiedendo sostegno e sensibilizzando il popolo. Oggi, nel 2007, vi sono altri canali perchè i messaggi arrivino in tutte le case, rapidi, controllati, precisi e diretti..
I media oggi costituiscono uno dei principali veicoli di formazione dell’opinione pubblica, di creazione di modelli, di comportamento e stili di vita, di diffusione di valori e modi di pensare. E proprio questi possono essere, per una causa del genere, di grande aiuto, o costituire un’enorme minaccia.
Non è certo un concetto nuovo che la televisione, in particolare, abbia un ruolo centrale nella nostra quotidianità e contribuisca a costruire o decostruire particolari credenze e valori. Non è certo un concetto nuovo che attraverso i messaggi portati avanti dal piccolo schermo la società possa essere in qualche misura modificata. La televisione non si limita a riflettere la società, ma può condizionarla. La televisione crea immagini, propone modelli, rende lecito o illecito. Ed è per questo immenso potere che la televisione possiede che noi dobbiamo regolamentare e governare i messaggi che attraverso essa si diffondono.
E la donna come viene rappresentata nella televisione italiana? La televisione aiuta o ostacola il processo di emancipazione?
La domanda appare molto semplice, ma la risposta è estremamente complessa. Nel corso degli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi, che hanno cercato di restituire, attraverso lo screening accurato della programmazione televisiva italiana, un quadro analitico della presenza femminile sui media e delle sue caratteristiche d’immagine.
Il mio lavoro si è mosso nell’ottica del ritenere necessario portare avanti un attento studio, un costante monitoraggio, per poter arrivare a delle linee guida che ci possano chiarire la situazione, così come è strettamente necessario conoscere con chiarezza lo stato attuale per poter ideare dei piani di miglioramento.
Ho cercato di individuare prima di tutto il giusto sguardo attraverso cui si debba osservare per poi giungere ad analizzare l’immagine della donna nelle diverse categorie di trasmissioni, dai programmi di informazione a quelli di intrattenimento. La mia analisi è stata condotta sulla base di lavori di monitoraggio compiuti da diversi gruppi di ricerca secondo line quali-quantitative
Si è data importanza non solo a quanto la donna fosse presente nei diversi programmi, ma a come la stessa fosse rappresentata, ed a come questa si comportasse, a volte influenzata dal modo stesso in cui la si presentava. Mi sono permessa di riportare i principali dati sulla questione poiché sono fermamente convinta della loro importanza: solo la consapevolezza e la trasparenza possono essere la base per un futuro che vada lentamente verso la giusta direzione.
La questione femminile infatti, non è anacronistica. I dati emersi non sono certo confortanti. La rappresentazione mediatica della donna in Italia è apparsa ancora fortemente stereotipata e ben lontana dal restituire un’immagine articolata dell’universo femminile.
Queste pagine quindi, frutto di dati concreti, vogliono essere un piccolo contributo per mettere in luce, senza eccessivi allarmismi o pessimismi, ancora una volta il problema e siano di stimolo ed impulso per la collaborazione ad un nuovo approccio nei confronti del sesso femminile, non solo da parte del suo sesso opposto, ma a cominciare dalle donne stesse.
Quanti più di noi focalizzino e trattino la problematica, tanti più possono essere spinti ad occuparsene, verso una collaborazione comune.

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6 Introduzione La questione femminile appare nell’opinione comune come una problematica anacronistica, oramai risolta e superata. A sostegno di questa credenza le argomentazioni sono molteplici. Le donne – si pensa - non hanno più nessun tipo di restrizione; da anni ormai non solo hanno recuperato lo svantaggio d’istruzione rispetto agli uomini, ma nelle giovani generazioni li hanno già superati per numero di diplomi e lauree; all’interno del nucleo familiare, è la donna a dettare legge, considera una delle proprie priorità la carriera, si immerge nella stessa e spesso e volentieri delega all’uomo il ruolo considerato prettamente femminile nei rapporti con la casa ed i figli.. Non è certo più vero che la donna è tutta casa e famiglia! E per quanto riguarda la rappresentazione erotica del corpo femminile…bè avviene lo stesso per il corpo maschile, segno che non vi è una discriminazione verso l’ uno o l’altro sesso, ma l’ossessione del sesso comune a tutta la società. Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni circolanti nella nostra società, una società che se ha accettato le lotte femministe, non è più disposta e rendere leciti gli eccessivi allarmismi sulla questione e tende pertanto a sminuire le difficoltà che invece, ancora oggi e nonostante tutto, la donna incontra all’interno del mondo lavorativo. La donna, infatti, incontra ancora numerosi ostacoli per realizzare completamente le proprie aspirazioni professionali, in alcuni settori è ancora strettamente legata a stereotipi antichi e non sempre ci si relaziona a lei in maniera paritaria. È una realtà che l’opinione comune deve conoscere, una problematica per cui è necessaria una giusta sensibilizzazione. E’ necessario discutere, capire, studiare, mostrare le reali disparità che vi sono.

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