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Confronto fra metodi di estrazione del DNA da matrici alimentari e ricerca qualitativa di geni OGM

Confronto di 3 metodi di estrazione del DNA, in mais e soia per vedere quale dei 3 risulti il piu idoneo dal punto di vista quantitativo e qualitativo. chi fra questi 3 metodi mi permette di ottenere meno impurezze e una buona concentrazione di estratto per poter determinare con la pcr la presenza o assenza di transgeni.
E' importante che non ci siano impurezze nel mio estratto perche vanno ad interferire con la pcr.

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1 CAPITOLO 1 INTRODUZIONE LA SCOPERTA DEL DNA La genetica classica nasce nella seconda metà dell’800 con gli studi compiuti su piante di pisello da un monaco del monastero di Brno, in Moravia: Gregor Mendel[1] noto anche come "il padre della genetica". I suoi esperimenti di selezione artificiale su piante di pisello lo portarono a formulare le "leggi dell'ereditarietà", un modello intuitivo che ha permesso di comprendere tutti i processi che per molto tempo erano stati usati dagli agricoltori e dagli allevatori per la selezione artificiale di piante ed animali. Fin dall'inizio dei suoi studi Mendel si era posto un preciso obbiettivo cioè di dare una risposta alla seguente domanda: "in che modo i caratteri si trasmettono dai genitori ai figli?". I suoi esperimenti si basavano sulla seguente ipotesi: ciascun carattere fenotipico è determinato da due "fattori" (alleli), ciascuno proveniente da uno dei due genitori. Mendel utilizzava ceppi puri, cioè piante che autofecondandosi mantenevano lo stesso carattere per molte generazioni; inoltre all'inizio prese in considerazione piante che differivano tra loro per un solo carattere, quali ad esempio il colore del seme (giallo in una, verde nell'altra). A questo punto procedeva all'incrocio vero e proprio, ovvero alla impollinazione incrociata, e notò che tutti i discendenti della prima generazione (F1) presentavano semi gialli, il carattere verde sembrava scomparso. Egli dedusse che il giallo doveva essere dominante rispetto al verde, considerato recessivo. Incrociando successivamente tra loro le piante della generazione (F1) Mendel ottenne la seconda generazione filiale (F2), costituita per 3/4 da piante che continuavano a presentare il carattere di F1 e per 1/4 dal carattere presente nella generazione delle linee pure P apparentemente scomparso nella F1. Mendel eseguì anche incroci di ibridi (cioè considerò due caratteri contemporaneamente, ottenendo dei risultati analoghi. Al termine degli esperimenti arrivò alle seguenti conclusioni: 1. I caratteri non si mescolano negli ibridi ma mantengono la propria identità. 2. Ogni carattere è controllato da una coppia di “fattori” ereditari, che vegono trasmessi uno da ciascun genitore, ai figli attraverso i gameti.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Agraria

Autore: Elisa Morelli Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1290 click dal 28/12/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.