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Il mercato dell’arte contemporanea e le fiere di settore: il caso MiArt

Molti sostengono che l’arte oggi si sia ridotta a mimesi indistinta del mondo mercantile, senza speranza. Paul Virilio e Jean Baudrillard, per esempio, hanno affermato che l’arte contemporanea è il nulla, è un bluff, o che quella di oggi è l’arte dell’abiezione e dell’amputazione. Nel mio lavoro di tesi ho voluto analizzare proprio il mercato dell’arte contemporanea, che nonostante venga considerata una pseudo-arte, ha un mercato vivo e complesso più che mai.
L’analisi parte da una doverosa lettura in chiave economica dell’arte: infatti, la riscoperta dell’importanza della varietà nei consumi e dell’eterogeneità nei prodotti, oltre al fascino suscitato dall’argomento in sé, hanno progressivamente condotto allo sviluppo di una nuova specializzazione dell’economia detta, per l’appunto, economia dell’arte. In questa direzione è stato indirizzato il primo capitolo, che si è focalizzato sui vari aspetti economici, quali i beni e i servizi d’arte, la domanda, l’offerta e il prezzo delle opere d’arte.
Il secondo capitolo ha analizzato un elemento del cosiddetto “triangolo” dell’economia dell’arte, ovvero il mercato. In particolare ci si è interessati al mercato dell’arte contemporanea e al valore delle opere che rientrano in questo campo. Il termine “arte contemporanea” comprende tutta l’area delle ricerche più attuali: dunque, in essa è forte la spinta al continuo rinnovamento, alla ricerca frenetica della novità come superamento delle tendenze precedenti, ma tutto questo è ormai perfettamente funzionale alla dinamica sempre più accelerata del mercato artistico. È in rapporto a questa evoluzione che si è cominciato a parlare di “sistema dell’arte contemporanea”, con un’accezione più commerciale rispetto a definizioni come “mondo dell’arte” oppure “ambiente artistico”, e che comprende, quindi, anche i collezionisti e le strutture di vendita, quali gallerie, case d’asta e fiere d’arte.
Il terzo capitolo ha analizzato proprio quest’ultimo tipo di struttura: la fiera d’arte. Le gallerie rimangono i luoghi dove vengono concluse la maggior parte delle vendite, ma le fiere diventano punti d’interesse particolare e rilevano una maggiore affluenza di visitatori di anno in anno. Come per il capitolo precedente, si è prestata attenzione all’arte contemporanea e quindi, nel corso del capitolo, ci si è focalizzati sulle fiere d’arte contemporanea e in particolare su una giovane fiera italiana che è progressivamente cresciuta e migliorata negli anni: la MiArt, la Fiera Internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano, giunta quest’anno alla tredicesima edizione.

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Capitolo I L’ECONOMIA DELL’ARTE Da molto tempo committenti e collezionisti seguono ragionamenti economici per arricchire le proprie collezioni di nuove opere d’arte. L’interesse degli economisti per l’arte è invece più recente, sia perché la nascita della moderna economia politica è essa stessa recente – il 1776, con la pubblicazione della Ricchezza delle nazioni di Adam Smith – sia perché l’analisi economica viene rivolta alla produzione di massa. Nelle esposizioni degli economisti classici, allora, il mercato dell’arte è visto come un’eccezione nel funzionamento delle moderne economie industriali. Tuttavia la riscoperta dell’importanza della varietà nei consumi e dell’eterogeneità nei prodotti, oltre al fascino suscitato dall’argomento in sé, hanno progressivamente condotto allo sviluppo di una nuova specializzazione dell’economia detta, per l’appunto, economia dell’arte. 1.1 Gli aspetti economici dell’arte L’arte è un’attività con innumerevoli riflessi economici. Ma, mentre gli aspetti economici dell’arte sono analizzabili attraverso le categorie tipiche dell’economia (prezzo, qualità, domanda, offerta, ecc.), l’analisi dei fenomeni artistici richiede categorie specifiche; infatti il valore artistico di un dipinto potrebbe non essere legato al suo valore economico. Un tema inevitabile dell’economie dell’arte è, allora, quello del rapporto tra la sfera economica e quella artistica. La trattazione congiunta di questi problemi identifica i contenuti dell’economia dell’arte, per alcuni una denominazione utile e affascinante, per altri irrilevante e quasi blasfema, a seconda che si ritenga o meno il valore economico connesso al valore artistico. Quindi, l’approccio economico ai problemi dell’arte solleva alcuni temi fondamentali, quali la relazione tra questi due valori, l’efficienza del mercato dell’arte e la relazione tra l’organizzazione mercantile e la creatività. Nel mondo dell’arte operano l’artista, il critico (o in generale i gatekeeper) e il mercato (vedi figura 1.1.). I gatekeeper sono degli agenti ai quali si riconosce un ruolo guida nella valutazione del merito artistico e, spesso, monetario. Possono essere professionisti o dilettanti: nel primo gruppo rientrano i critici che valutano il bene o servizio artistico e formulano pubblicamente il loro giudizio; il 7

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandra Addonizio Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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