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Metaboliti secondari da Phyllirea Angustifolia

I fenomeni allelopatici sono delle interazioni che si creano tra specie vegetali che condividono un habitat: possono condizionare la germinazione di una specie piuttosto che di un'altra e le modalità di crescita [6]. Gli agenti allelopatici, attraverso cui si manifestano questi fenomeni, sono sostanze chimiche non atte alla nutrizione, prodotte naturalmente come metaboliti secondari da alcune specie vegetali e che sono in grado di influenzare la crescita e il funzionamento di altre specie. Proprio per le caratteristiche che essi presentano, si è pensato di sfruttare questa capacità naturale di difesa delle piante per ridurre la necessità dell’impiego di erbicidi.

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Introduzione L’agricoltura è comunemente riconosciuta come un insieme di conoscenze, basate per lo più sull’esperienza pratica, che evolutesi nel tempo hanno favorito il miglioramento delle specie vegetali, identificate genericamente con il termine “colture”. Accanto alle colture, però, germogliano anche una serie di specie vegetali estranee a queste, dette malerbe, che pur non essendo state seminate dall’uomo e non avendo utilità per le sue piantagioni, vanno a infestare le produzioni agricole, spesso parassitandole e arrecando loro un notevole danno biologico. Esistono, poi, anche dei casi in cui tali piante infestanti, note comunemente anche col nome di “erbacce”, nate come colture diventano tali nel momento in cui hanno cessato la loro funzione di utilità per l’uomo. Alcune piantagioni ritenute economicamente più redditizie, come cereali e legumi, sono state da sempre intensamente coltivate e sottoposte a una continua selezione artificiale che le ha condotte a una “domesticazione”. Un esempio di questo fenomeno è la specie selvatica Brassica oleracea che, per azione dell’uomo, è stata modificata in vari modi per ottenere broccoli, cavolfiori e rape [1]. Però, in seguito alla domesticazione, le piante subiscono delle modificazioni che le rendono più vulnerabili all’attacco delle malerbe; 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Giovanni Parisi Contatta »

Composta da 41 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 978 click dal 13/01/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.