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Architetture e(') Media. Comunicare le trasformazioni urbane. Il contesto bolognese.

Edifici Icona, Edifici Parassiti, Giardini Spontanei, Città Generiche, Media-facciate, MetaCittà, Parole Chiave, Pareti Interattive. Vissuti come esperienze autonome e indipendenti, questi fenomeni architettonici rischiano di non poter esprimere le loro potenzialità rimanendo vanitosi tentativi. La prospettiva comunicativo- mediatica è l‘unica capace di dargli una comune spiegazione, e di rigenerarle nella portata praticoteorica. Dall’indagine comunicativa di diffuse strategie progettuali la tesi porta alla definizioni di opportunità nelle quale approfondire ed esplorare la dimensione architettonico-comunicativa.
L’architettura contemporanea tra media e comunicazione; da opportunità di indagine a risultato progettuale.
Le traformazioni urbani sono oggi un argomento di diffuso interesse; dalle amministrazioni pubbliche, dai singoli cittadini fino agli investitori privati.La tesi vuole dimostrare la possibilità dell’architettura di essere considerata un media, una forma sincretica di comunicazione a servizio dell’architettura stessa nella sua dimensione di promotrice di sviluppo urbano. L’obiettivo è costruire esempi di comunicazione alternativa, architetture della comunicazione, capaci di raccordarsi con le esperienze presenti, capaci di sfruttare la capacità comunicativa dell’architettura (strategica e spaziale) e capaci di collaborare sincreticamente con altri registri comunicativi. Comunicare l’architettura con l’architettura.
Fare dell’architettura un media (data la sua vocazione sincretica) consapevole, capace di sfruttarsi in ogni potenzialità favorendo l’interrelazione, la sovrapposizione, l’intersezione con altri strumenti della comunicazione. La comunicazione è una strada che porta ad individuare soluzioni condivise, collaborative ed interattive. Concentrarsi sugli aspetti comunicativi vuole dire presupporre fin dall’inizio la presenza di un destinatario,
non semplice e asettico ricevente, ma una figura interattiva assieme alla quale costruire uno sviluppo plurireferenziale.

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8 Prigionieri dell’architettura e conflitto, quelle nelle quali lo scontro si è fatto genetico. Architettura e/o spazio La semiotica, sia nella sua “via” 1 strutturale che in quella interpretativa, ha abbastanza precocemente rivolto il suo sguardo indagatore nella direzione dell’architettura. Quasi simmetricamente l’architettura ha cercato nella semiotica un possibile risposta alla crisi del movimento moderno. L’interesse reciproco, scoccato al valico della metà degli anni sessanta, e trasformatosi poi in solida relazione, perdurerà fin verso la fine degli anni ’80, quando ad entrambi i due amanti si presenteranno nuove e più stimolanti opportunità. L’informatica per l’architettura e lo spazio per la semiotica, o forse sarebbe meglio dire per la Sociosemiotica. In quei due decenni di assidue frequentazioni, molto è Opportunità o Condanna? Come quasi sempre accade nel mondo dei proverbi, il contesto rurale e agricolo risulta essere il più prolifico di immagini. Ce n’è uno che si interroga, su chi abbia la precedenza nella nascita tra l’uovo e la gallina. Ora, questo potrebbe benissimo essere traslato nel panorama linguistico e tradotto in “è nato prima il linguaggio o il mondo?”. Ovvero, il linguaggio si è sviluppato dalla percezione del mondo come sua conseguenza, o il linguaggio viene prima e influenza la percezione del mondo? Data la natura insolubile del detto, e forse anche dei problemi che descrive, non vale tanto la pena di cercare la leva per far saltare la trappola, quanto cercare gli ambiti in cui le due categorie si trovano a più stretto contatto. Conviene indagare nelle zone di attrito Prigionieri dell’ Architettura

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Luca Vandini Contatta »

Composta da 180 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1276 click dal 24/03/2011.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.